Iran in rivolta: manifestazioni di massa, appelli al cambiamento e tensione crescente

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Le strade dell’Iran sono di nuovo infiammate da proteste di vasta scala, con cittadini che sfidano la repressione per chiedere cambiamenti profondi nel Paese. Le manifestazioni, iniziate il 28 dicembre, si estendono ora a città come Kermanshah, Shiraz e Mashad, coinvolgendo lavoratori, studenti e commercianti, tutti uniti contro l’iperinflazione, la crisi economica e le politiche oppressive del regime.

Il clima di tensione si intensifica con l’intervento di figure politiche e militari. Da un lato, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato le forze di sicurezza alla moderazione, esortando a distinguere tra manifestanti pacifici e rivoltosi, mentre dall’altro il capo dell’esercito di Teheran ha minacciato risposte dure contro le provocazioni esterne, riferendosi alle minacce di Trump e Netanyahu.

Tra le voci più simboliche, si fa avanti Reza Pahlavi, ultimo erede dello Scià, che ha lanciato un appello sui social network invitando gli iraniani a scandire slogan di speranza e libertà nelle strade e nelle case. Il suo messaggio si inserisce in un contesto di crescente desiderio di cambiamento, mentre il regime risponde con azioni di repressione, tra cui una massiccia operazione della polizia al Gran Bazar di Teheran e la sospensione del servizio della metro, simbolo della vita quotidiana e delle tensioni sociali.

Il costo delle proteste è alto: secondo l’ONG Hengaw, almeno 30 persone sono morte, tra cui minorenni, e oltre 1.500 sono state arrestate. La crisi economica, aggravata dalle severe sanzioni internazionali e dalla guerra con Israele, ha provocato un crollo del valore della moneta locale, alimentando l’ira popolare.

In un clima di caos e repressione, si aggiunge la tragica notizia dell’esecuzione di Ali Ardestani, accusato di spionaggio per Israele. Nel frattempo, il Mossad ha lanciato un messaggio di solidarietà ai manifestanti iraniani, invitandoli a scendere nelle strade e confermando il supporto di Israele alla lotta per la libertà.

L’Iran si trova al crocevia di un periodo cruciale: la volontà di cambiamento si fa sentire forte, ma le forze del regime sembrano determinati a mantenere il controllo, mentre la popolazione continua a sfidare la repressione in cerca di un futuro diverso.

Redazione

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