Camera dei Deputati – Roma, 6 marzo 2026
La Fondazione ENovation, presieduta da Massimo Lucidi, presenta presso la Camera dei Deputati l’incontro “Soft Power per l’Ambiente e la Sicurezza Mediterranea: Dialoghi per lo Sviluppo Integrale”, un appuntamento che riunisce rappresentanti istituzionali, studiosi, professionisti e personalità del mondo culturale per riflettere sul ruolo delle relazioni culturali, della sostenibilità e della cooperazione nel Mediterraneo.
Tra gli interventi, quello dell’artista internazionale Pietra Barrasso, autrice del logo ufficiale della Fondazione ENovation e protagonista di un percorso artistico che unisce luce, responsabilità civile e impegno sociale.
Intervento di Pietra Barrasso
«Ringrazio il Presidente e la Fondazione ENovation per questo invito, e saluto gli illustri relatori. Lavoro da sempre sulla luce come principio vitale, e per me essere qui oggi significa affermare che l’arte può contribuire in modo concreto ai temi che affrontiamo: il soft power, l’ambiente, la sicurezza mediterranea.
Quando ho realizzato Pace nel Mediterraneo, ho immaginato la colomba come un attraversamento. Il Mediterraneo è un mare che unisce, ma porta anche le tracce delle sue ferite. La pace non è un concetto astratto: è un impegno quotidiano, un gesto di fiducia reciproca. L’arte può offrire simboli condivisi che aiutano a costruire questo clima di fiducia.
Le opere dedicate alla sostenibilità nascono dalla stessa visione. La luce, nella mia ricerca, non è un elemento decorativo: rappresenta energia, rigenerazione, equilibrio. La transizione ecologica richiede innovazione tecnologica, ma anche nuovi immaginari. Senza un cambiamento dello sguardo, non può esserci un cambiamento reale.
Con Vita spezzata e Vita spezzata 2 ho affrontato un tema che considero centrale: la violenza contro le donne. Entrambe le opere sono dedicate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. La farfalla frammentata rappresenta vite interrotte, identità violate, storie che chiedono ascolto e responsabilità. In questo caso l’arte non vuole consolare: vuole ricordare, denunciare, rendere visibile ciò che spesso resta nascosto.
Le panchine rosse che ho realizzato negli anni fanno parte dello stesso impegno. Sono opere pensate per lo spazio pubblico, per essere viste, attraversate, vissute. Sono luoghi di memoria e di educazione, segnali visibili che invitano a non ignorare la violenza e a riconoscere il valore della prevenzione.
Anche il logo della Fondazione ENovation, che ho avuto l’onore di creare, nasce da questa idea di responsabilità. Il bambino che fa volare l’aquilone rappresenta il futuro, la creatività, la possibilità. È un simbolo che unisce innovazione e cura, due elementi essenziali per uno sviluppo integrale.
Credo che l’arte possa contribuire alla sicurezza mediterranea non solo evocando la pace, ma proteggendo le persone; non solo celebrando la luce, ma illuminando le zone d’ombra; non solo rappresentando il mondo, ma prendendosene cura. La luce che cerco di portare nelle mie opere vuole essere una luce che orienta, che accompagna, che invita a costruire insieme un futuro più giusto, sostenibile e umano.»»
