Brescia: Palazzo Martinengo ha ospitato la presentazione del libro “Bambini Soldato, una dramma dimenticato”

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Un dibattito giuridico e umanitario che pone la tragedia dei campi di Tindouf al centro dell’attenzione globale.

In uno scenario che unisce il fascino della storia alla modernità delle sfide umanitarie, lo storico Palazzo Martinengo delle Palle a Brescia ha ospitato, sabato 24 gennaio 2026, un incontro culturale e umanitario straordinario. L’evento, organizzato dal Comune di Brescia in collaborazione con l’associazione “Lingua Madre”, si è concentrato sulla presentazione del libro “Bambini Soldato… un dramma dimenticato” dello scrittore e ricercatore italiano Marco Baratto.
Nel tempio della storia: un processo all’epoca attuale
L’evento ha acquisito un valore simbolico ancora più profondo per la cornice in cui si è svolto: Palazzo Martinengo delle Palle, un edificio storico risalente al XVII secolo. Oltre al suo valore architettonico, il palazzo porta con sé un’eredità giudiziaria, essendo stato sede della Corte d’Appello e della Procura della Repubblica; questo ha conferito alla discussione sui bambini soldato una dimensione giuridica e legale molto forte.

Il convegno ha visto un ricco dialogo tra l’autore Marco Baratto e la giornalista Irene Panighetti. Durante gran parte del dibattito, i relatori hanno affrontato la tragedia dei bambini soldato nel mondo, definendola un “dramma dimenticato” che richiede il risveglio della coscienza globale.
L’attenzione si è focalizzata in modo particolare sulla terribile sofferenza umana vissuta dai bambini nei campi di Tindouf, descritti come “campi dell’umiliazione e della vergogna”. È stato denunciato come i minori vengano sfruttati e reclutati dalle milizie del Polisario in totale violazione delle leggi internazionali.
L’incontro ha visto una significativa partecipazione di politici, attivisti per i diritti umani e giornalisti italiani, i quali hanno sottolineato la necessità di un’azione internazionale urgente per fermare queste palesi violazioni contro l’infanzia.
Iniziative culturali e umanitarie di questo tipo sono di fondamentale importanza per rivelare la verità all’opinione pubblica italiana. Mentre le milizie del Polisario sfruttano i bambini nei campi di Tindouf – vere e proprie sacche di degrado e vergogna – molti di questi minori vengono portati in Italia ogni estate, accolti da alcuni comuni ignari del fatto che siano vittime di reti di reclutamento nascoste. Questi incontri rappresentano un grido d’allarme, invitando la società civile e le organizzazioni umanitarie ad assumersi le proprie responsabilità per fermare queste violazioni e porre fine a questo “dramma dimenticato”.

Redazione

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