Venerdì 20 marzo 2026, alle ore 9.30, la Cappella del Seminario Vescovile di Massa — in Via dei Colli 2, adiacente al Duomo — ospiterà un evento destinato a restare impresso nella coscienza civile della città e, soprattutto, nel cuore dei giovani a cui è rivolto. Si chiama “La Scelta del Dottor Borsellino” ed è molto più di una conferenza commemorativa. È un atto d’amore verso la verità. Un gesto di resistenza culturale contro l’oblio. Un incontro pensato per gli studenti del Liceo Rossi-Pascoli di Massa, che si troveranno di fronte non a pagine di libro, ma a testimoni in carne e ossa — persone che quella storia l’hanno vissuta, subita, e sopravvissuta. Quando le porte della Cappella si apriranno e i ragazzi prenderanno posto, sarà una mattina che vale una vita intera: una sala che profuma di giustizia, coraggio e memoria viva. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale La Rivincita con il prezioso sostegno dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Prima ancora di parlare degli ospiti, è doveroso soffermarsi su chi ha voluto e costruito questo evento: l’Associazione Culturale Ambientale Ricreativa La Rivincita, presieduta dall’avvocato Carmela Federico, che sarà anche moderatrice della giornata. La Rivincita non è una sigla vuota. È un progetto di comunità che fa della cultura uno strumento di riscatto civile e sociale. Il nome stesso — la rivincita — evoca una sfida raccolta: quella di non cedere all’indifferenza, di non lasciare che la bellezza e la giustizia soccombano al cinismo o all’apatia. In questo senso, organizzare un evento dedicato alla cultura della legalitá e al dottor Paolo Borsellino, rivolto ai giovani, in un territorio come quello di Massa-Carrara, non è un gesto retorico: è coerenza con una missione. È seminare, sapendo che i frutti appartengono al futuro. L’avvocato Federico porta nella moderazione la competenza del giurista e la passione di chi crede che le parole — quelle giuste, dette al momento giusto — possano cambiare direzione alle cose. Ci sono persone il cui solo ingresso in una stanza cambia l’aria. Giovanni Paparcuri è una di queste. Collaboratore diretto dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Paparcuri era presente il 29 luglio 1983, quando in via Pipitone a Palermo esplose un’autobomba. Lui sopravvisse. Molti altri no. Da quel giorno porta con sé il peso e il privilegio di essere testimone vivente di un’epoca in cui uomini e donne in toga sfidarono la mafia sapendo esattamente a cosa andavano incontro. La sua testimonianza non è archivio. Non è commemorazione formale. È sangue e voce. È lo sguardo di chi ha visto il dottor Falcone lavorare fino a notte, chi ha condiviso corridoi, fascicoli, sigarette e silenzi con il giudice Borsellino. Quando Paparcuri parla, il passato non è passato: è adesso, è qui, è urgente. Per i ragazzi del Liceo Rossi-Pascoli, ascoltarlo sarà un’esperienza che nessun manuale potrà mai replicare. La storia — quella vera, quella scomoda — entra in aula con le scarpe consumate di chi l’ha vissuta. Se Paparcuri è la memoria emotiva dell’evento, il dottor Gaspare Sturzo ne rappresenta la spina dorsale istituzionale e intellettuale — e il suo curriculum racconta una vita intera dedicata alla Repubblica, con una coerenza rara e silenziosa. Pronipote del celebre Don Luigi Sturzo, padre del pensiero democratico cristiano italiano, Gaspare Sturzo sembra aver ereditato quella stessa vocazione civile: non come peso di un cognome illustre, ma come scelta rinnovata ogni giorno. Laureato in Giurisprudenza a Palermo, entra in magistratura nel 1989 e approda subito alla Procura di Palermo, dove lavora nella Direzione Distrettuale Antimafia occupandosi di reati finanziari, appalti pubblici e criminalità organizzata — negli anni più bui e coraggiosi della lotta a Cosa Nostra, quelli in cui colleghi come i giudici Falcone e Borsellino, scrivevano la storia pagando con la vita. Successivamente, la sua carriera si arricchisce di esperienze di altissimo profilo: l’Ufficio Legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Alto Commissariato per il contrasto alla corruzione, e poi il Tribunale di Roma, dove per oltre dieci anni svolge le funzioni di Giudice del Dibattimento e GIP, occupandosi di femminicidi, corruzione, narcotraffico e codice rosso. Oggi è Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, vertice della giurisdizione ordinaria italiana. Ma il dottor Sturzo non è solo un magistrato di carriera: è docente di Diritto Penale del Lavoro alla LUMSA e di metodologie di contrasto alla criminalità organizzata, portando l’aula universitaria dentro l’esperienza vissuta sul campo. All’interno dell’ANM (Assiciazione Nazionale Magistrati) dove milita nel gruppo Unicost — Unità per la Costituzione, ricopre il ruolo di Componente del Comitato Direttivo Centrale, l’organo deliberante permanente composto da 36 magistrati eletti a livello nazionale, e presiede la Commissione Legalità, impegnata in progetti di sensibilizzazione e iniziative sociali — tra cui il protocollo con l’UNICEF per la tutela dei diritti dei minori in contesti giudiziari. Portare il dottor Sturzo a Massa, non è solo un onore per il territorio. È un segnale preciso: che la legalità non è uno slogan da appendere in bacheca, ma una pratica quotidiana che richiede studio, coraggio e persone disposte a incarnarla senza sconti. Non tutti i discorsi si pronunciano con le parole. Alcuni si cantano. Simona Galli, cantautrice e Direttrice Artistica della Music School, porterà all’evento quello che né un documento né una requisitoria possono offrire: l’emozione pura, quella che scende dritta al centro del petto e non chiede il permesso alla ragione. La sua presenza non è ornamentale — è strutturale. Perché la memoria del giudice Borsellino, per restare viva nelle generazioni che non l’hanno vissuta, ha bisogno anche del linguaggio dell’arte. La sua musica non è intrattenimento: è elaborazione. È il modo in cui una comunità trasforma il dolore in senso, la perdita in eredità. Il momento musicale che curerà durante l’evento non sarà una pausa dal programma, ma uno dei suoi momenti più alti. L’evento vedrà inoltre la partecipazione di alcune delle più alte cariche istituzionali del territorio: S.E. il Prefetto Dott. Gaetano Cupello, l’Avvicato Roberto Valettini Presidente della Provincia di Massa-Carrara, i Consiglieri Regionali Toscani Gianni Lorenzetti e Avvocato Jacopo Ferri, la Dott.ssa Bianca Venezia Questore di Massa-Carrara, il Consigliere Bruno Tenerani, il Colonnello Alessandro Dominici Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri e il Colonnello Massimo Manucci, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza. Una platea istituzionale di raro spessore, che conferisce all’evento una dimensione corale: non una singola associazione che commemora, ma un’intera comunità che sceglie da che parte stare. Relatrice dell’evento sarà la Professoressa Alessandra Paoli, Dirigente Scolastica del Liceo Rossi – Pascoli, voce del mondo della scuola in una giornata che alla scuola, in fondo, appartiene interamente. L’iniziativa gode del patrocinio della Provincia di Massa-Carrara, di IusGustando — l’Associazione di Avvocati e Magistrati di Roma presieduta dall’Avv. Antonella Sotira — di Acmid Donna Onlus e del Centro Culturale Avenorrè, presieduto dall’On.le Souad Sbai. Una rete di realtà diverse per provenienza e vocazione, unite dalla stessa convinzione: che la cultura della legalità non conosca confini geografici né appartenenze di parte, e che costruire memoria civile sia un dovere collettivo prima ancora che un atto culturale. “Le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini.” Lo disse il giudice Paolo Borsellino. Lo disse sapendo che forse, non avrebbe avuto molto tempo. Lo disse come un testamento e come una sfida. Venerdì 20 marzo, a Massa, quelle gambe saranno le gambe dei ragazzi del Liceo Rossi-Pascoli. Saranno le voci di chi c’era e di chi ha scelto di ricordare. Sarà la musica di Simona Galli, la toga del magistrato Gaspare Sturzo, la memoria viva di Giovanni Paparcuri, la determinazione di Carmela Federico e de La Rivincita. Le idee di Borsellino sono ancora in cammino.

