Guerre ibride, algoritmi e governance: il baricentro globale passa per la SSML Salerno

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da Gerardo Marco Bencivenga
​C’è un filo sottile – e ad alta tensione – che lega le crisi energetiche, le minacce informatiche e la nostra quotidianità più spicciola. Nelle giornate del 22 e 23 maggio, la sede della SSML Salerno a San Cipriano Picentino si è spogliata delle vesti di pura accademia per farsi, letteralmente, sismografo. Il Convegno Internazionale “Economie globali, sicurezza internazionale e cyber security” ha messo a nudo gli scenari di una guerra ibrida che non si combatte più (solo) nelle trincee, ma nei server, nei framework normativi e, soprattutto, nell’educazione.
Melina Allegro ha inaugurato i lavori parlando di serendipity e resilienza… parole che certa retorica corporate ha spesso svuotato di senso, ma che qui ritornano alla loro radice: l’unico scudo possibile nell’economia digitale. E non è affatto un caso che il dibattito si sia subito incrociato con le traiettorie dell’Est Europa. Gli interventi dei professori Baluta e Manole – giunti da Bucarest – hanno tratteggiato dinamiche macroeconomiche che fanno da specchio alle nostre, rivelando una convergenza di sfide che non ammette più sguardi provinciali.
Ma qual è, alla fine, il fulcro attorno a cui ruotano queste nuove architetture del rischio?
Giuseppe Ballistreri e Salvatore Vigliar, nei loro affondi tra resilienza organizzativa e le recenti direttive dell’AI Act europeo, hanno tracciato il perimetro di un’intelligenza artificiale che pervade ormai ogni spazio relazionale, economico e giuridico. Ed è esattamente qui, tra le maglie della cyber law e le nuove forme di radicalizzazione indagate da Souad Sbai e Stefano Amodio, che si avverte l’urgenza disperata di un cambio di paradigma. Un salto che non sia solo procedurale, ma di profonda consapevolezza sistemica.
La lectio di Hafiz Khan sui metodi quantitativi e le analisi dell’ex Ministra Elisabetta Trenta sulle trasformazioni della sicurezza nazionale, hanno chiuso il cerchio di una due-giorni che ha deliberatamente rifiutato le risposte facili. Non si tratta più soltanto di proteggere le infrastrutture critiche. Si tratta di riabitare la complessità. La SSML Salerno, aggregando intelligenze eterogenee e internazionali, ha dimostrato che la vera sicurezza non sta nell’alzare muri digitali, ma nella capacità di leggere, interpretare e governare la rete.

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