L’UE inserisce i Pasdaran nella lista dei terroristi: ok politico dei 27, dura reazione di Teheran

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iran - uomo - Kamran Sheikheh

I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno dato il via libera politico alla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana (IRGC), i cosiddetti Pasdaran, come organizzazione terroristica. La decisione, attesa da tempo dall’opposizione iraniana e dalla diaspora in Europa, arriva a un mese dall’inizio delle proteste antigovernative represse nel sangue dal regime di Teheran.

L’annuncio è stato dato dall’Alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, che ha sottolineato come “la repressione non possa restare senza risposta”. Secondo fonti diplomatiche, il consenso dei 27 Stati membri è stato unanime nel corso del Consiglio Affari Esteri.

Il provvedimento giunge sullo sfondo di una violenta repressione delle proteste scoppiate a fine dicembre, legate all’inflazione e al crollo del rial. Secondo media internazionali, tra cui Iran Internationale e Time, le vittime sarebbero oltre 36mila, nonostante il blackout informativo imposto dalle autorità. Gran parte delle responsabilità viene attribuita proprio ai Pasdaran.

Immediata la reazione di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la decisione europea “un grave errore strategico”.

Contestualmente, il Consiglio europeo ha approvato nuove sanzioni contro 15 persone e 6 entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, alti esponenti della magistratura e comandanti dell’IRGC. Le misure includono congelamento dei beni, divieti di viaggio e restrizioni finanziarie. Sale così a 247 persone e 50 entità il totale dei soggetti sanzionati dall’Ue.

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha accolto con favore le misure adottate e ha annunciato il ritiro, in via precauzionale, di circa metà del personale italiano presente in Iran. Tajani ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere aperto il dialogo sul dossier nucleare e sul rispetto degli obblighi iraniani verso l’AIEA.

Redazione

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