Sahara Occidentale: Negoziati in Madrid sul‘autonomia

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MADRID – La recente riunione sulla questione del Sahara occidentale, tenutasi a Madrid il 8 e 9 febbraio in un formato ristretto e riservato, segna una nuova fase nel processo politico promosso dalle Nazioni Unite con un forte impulso degli Stati Uniti. All’incontro hanno partecipato Marocco, Algeria, Mauritania e Fronte Polisario, alla presenza di rappresentanti americani e dell’ONU.

I colloqui si sono svolti presso la sede diplomatica statunitense nella capitale spagnola, sotto il coordinamento dell’inviato Usa per l’Africa, Massad Boulos, e con la partecipazione dell’Inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Staffan de Mistura. Nessun comunicato ufficiale è stato diffuso al termine della riunione, ma fonti concordanti parlano di un confronto sostanziale e orientato ai risultati.

Uno degli elementi di maggiore rilievo è la partecipazione diretta dell’Algeria, che ha accettato di sedere al tavolo insieme alle altre parti. Si tratta di un fatto inedito negli ultimi anni, interpretato da diversi osservatori come un segnale di flessibilità sotto la pressione diplomatica americana.
Se ricorda che l’Algeria aveva rifiutato di riprendere la sua participazione alle tavole rotonde di Ginevra impulsato dal ex presidente tedesco Horst Kolher e non ha participato al voto delle risoluzione 2797 del 31 ottobre 2025 come membro del Consiglio ONU.
Secondo quanto riportato da più fonti, le quattro parti hanno accettato una roadmap proposta dagli Stati Uniti, che costituirà il quadro di riferimento per i prossimi negoziati. Il documento si inserisce nei parametri fissati dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e privilegia una soluzione politica realistica e pragmatica.

In questo contesto, il nuovo testo del piano di autonomia presentato dal Marocco emerge come base centrale delle discussioni tecniche. I colloqui si sono concentrati su aspetti concreti legati alla governance locale, alle competenze istituzionali e alle garanzie politiche, superando approcci considerati ormai non realistici dalla comunità internazionale.

Le parti hanno inoltre concordato la creazione di un comitato tecnico di esperti, incaricato di approfondire le modalità di attuazione dell’autonomia. Un nuovo round di negoziati è previsto nei prossimi mesi a Washington, con l’obiettivo di avanzare verso un accordo politico quadro.

Restano tuttavia aperte alcune questioni sensibili. Il Fronte Polisario continua a difendere la propria interpretazione del principio di autodeterminazione, mentre l’Algeria mantiene una posizione prudente. Ancora da definire anche il futuro della MINURSO, che sarà oggetto del prossimo rapporto del Segretario generale dell’ONU.

La riunione di Madrid segna, secondo gli osservatori, una riattivazione concreta del processo politico sul Sahara occidentale. Sotto l’impulso statunitense, il dossier torna al centro dell’agenda diplomatica internazionale, con l’obiettivo di superare anni di stallo e avvicinare le parti a una soluzione duratura.

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