Gli Stati Uniti imprimono una decisa accelerazione al dossier del Sahara occidentale convocando una terza riunione oggi e domani (23 e 24 febbraio), con l’obiettivo di arrivare alla firma di un accordo quadro già nel mese di maggio a Washington, sulla base dell’iniziativa di autonomia proposta dal Marocco. Lo riferisce El Confidencial, citando fonti diplomatiche riservate.
La nuova tornata negoziale convocata nella capitale federale rappresenta il terzo incontro in meno di un mese, dopo la sessione di fine gennaio a Washington e il round dell’8-9 febbraio a Madrid, e si tratta di un segnale della volontà americana di chiudere una vertenza che dura da decenni. Secondo quanto emerge da fonti concordanti, la dinamica in corso punta alla creazione di un meccanismo tecnico ristretto composto da Marocco, Algeria, Mauritania, Stati Uniti, con il contributo di esperti delle Nazioni Unite e internazionali, incaricato di affinare e rendere operativa la proposta marocchina di autonomia. La spinta americana si inserisce nel quadro della risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza, che invita le parti a negoziare senza precondizioni sulla base del piano di autonomia marocchino.
Il testo ha segnato un’evoluzione del quadro negoziale, ponendo l’accento su una soluzione politica realistica e di compromesso. In ambienti diplomatici si sottolinea inoltre come la partecipazione dell’Algeria al processo venga oggi considerata inevitabile, dopo anni di riserve rispetto alla configurazione delle tavole rotonde di Ginevra avviate dal 2019. Diversi fattori spiegano questo riposizionamento: il nuovo quadro tracciato dalla risoluzione 2797; la pressione crescente di Washington sul dossier con minacce di dichiarare il Polisario come gruppo terrorista o di imporre sanzioni all’Algeria; l’isolamento regionale algerino dopo la perdita del sostegno dei suoi storici alleati, come Iran, Venezuela, Siria, Sud Africa, Cuba.
L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione statunitense è arrivare entro la primavera a un’intesa quadro che consenta di chiudere il contenzioso nel corso del 2026. La nuova fase è seguita con particolare attenzione in Europa, dove la stabilità del Sahara viene sempre più collegata alla sicurezza regionale, alle rotte marittime e alla gestione dei flussi migratori.
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