Le Nazioni Unite hanno fornito dettagli sulle discussioni che si sono svolte a Washington all’inizio della settimana in merito al piano di autonomia proposto dal Marocco per il Sahara.
Si conoscono ora maggiori informazioni sul nuovo round di negoziati sul Sahara tenutosi a Washington. Durante un punto stampa svoltosi ieri, mercoledì, a New York, il portavoce del Segretario generale dell’ONU, Stéphane Dujarric, ha indicato che le discussioni si sono svolte lunedì 23 e martedì 24 febbraio, «in stretta collaborazione con gli Stati Uniti».
Definendo la ripresa dei colloqui «incoraggiante», il portavoce delle Nazioni Unite ha precisato che «i negoziati hanno dato luogo a dibattiti approfonditi, basati sulla proposta di autonomia del Marocco, conformemente alla risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza». Ha tuttavia sottolineato che «molto lavoro resta da compiere», «in particolare per quanto riguarda la questione chiave della libera determinazione del popolo saharawi, al fine di giungere a una soluzione reciprocamente accettabile del conflitto».
I negoziati di Washington sono co-presieduti dall’inviato personale del Segretario generale dell’ONU per il Sahara, Staffan de Mistura, e dall’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Michael Waltz, con la partecipazione del consigliere principale del presidente americano Donald Trump per gli affari arabi e africani, Massad Boulos.
Condotte nella massima discrezione, le trattative si fondano sulla risoluzione 2797 adottata dal Consiglio di Sicurezza il 31 ottobre 2025 su iniziativa degli Stati Uniti. Tale testo apporta, per la prima volta al più alto livello onusiano, un sostegno esplicito al piano di autonomia marocchino quale base di una soluzione negoziata alla controversia sul Sahara.
Versione aggiornata della proposta di autonomia
Prima del round di Washington, le parti interessate al dossier del Sahara si sono riunite l’8 e 9 febbraio presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Madrid. Le discussioni, sotto co-patrocinio americano e onusiano, hanno riunito i ministri degli Affari Esteri Nasser Bourita del Marocco, Ahmed Attaf dell’Algeria e Mohamed Salem Ould Merzoug della Mauritania, nonché il rappresentante del Fronte Polisario (Mohamed Yeslem Beissat).
Secondo alcune fonti, il capo della diplomazia marocchina ha presentato a Madrid un documento di 40 pagine che illustra una visione ampliata per sviluppare la proposta marocchina di autonomia per il Sahara. Si ricorda che il Re Mohammed VI aveva annunciato, dopo l’adozione della risoluzione 2797, la preparazione di una versione aggiornata e dettagliata dell’iniziativa di autonomia destinata a essere sottoposta alle Nazioni Unite. In tal senso, il 10 novembre 2025 erano state organizzate consultazioni con i partiti politici, sotto la supervisione di consiglieri reali e membri del governo.
Sostegno fermo di Washington
In una recente intervista rilasciata a France 24, Massad Boulos ha affermato che gli Stati Uniti attribuiscono «grande importanza» alla risoluzione del conflitto attorno al Sahara, sottolineando al contempo che i negoziati in corso «non proseguiranno indefinitamente».
L’emissario americano ha inoltre indicato che il presidente Trump «presta particolare attenzione a questo conflitto che dura da oltre mezzo secolo», ritenendo che sia giunto il momento di progredire verso una soluzione. In questo senso, gli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno la responsabilità di lavorare, nel quadro della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, con le parti interessate al fine di facilitare una soluzione politica duratura, ha aggiunto.
Per quanto riguarda la posizione degli Stati Uniti, Boulos ha ribadito che Washington rimane «ferma» nel suo sostegno alla sovranità del Marocco sul Sahara, qualificando tale posizione come «superiore al quadro della risoluzione onusiana», pur sottolineando che gli attuali sforzi diplomatici si inseriscono nel rispetto del processo delle Nazioni Unite.
Redazione
