Shock e dolore oggi nel mondo dell’arte e della cultura internazionale e dei diritti delle donne per la prematura scomparsa della grandissima fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice francese di origine iraniana con l’Iran sempre nel cuore: Marjane Satrapi (la scrittura “Marjane” era una francesizzazione dell’originale).
Chi scrive ha pensato anche a lei in quest’ultimo anno (ancora più) tumultuoso tra Iran, Stati Uniti, e Israele e si domandava il perché del suo “silenzio”. Difficile se non impossibile immaginare che Marjane avrebbe taciuto o non sarebbe stata interpellata, anche e soprattutto pensando agli arresti, alle torture e continue esecuzioni di coloro che erano scesi in piazza prima contro la crisi economica e poi in generale per la libertà contro la Repubblica Islamica, che soggioga l’Iran da quasi 50 anni.
In una delle ultime interviste in italiano che troviamo di Marjane, risalente al 2023, su “La Stampa”, sottolineava come “la protesta” fosse ormai trasversale”, cioè non riguardasse “più solo le donne”. “Il muro della paura è caduto, la popolazione rifiuta la Repubblica Islamica tout court”. E ancora, una dichiarazione del 2024, pubblicata su “Il Manifesto” (all’interno di un’intervista): “Oggi – se avesse potuto vivere ancora in Iran – avrei combattuto, forse avrei perso un occhio”. E’ successo ad alcuni manifestanti e l’abbiamo saputo anche in Italia.
Tuttavia colei che fin da bambina, praticamente, è stata sempre una battagliera attivista per diritti umani e delle donne in particolare, stava male. Stava male da quando il marito Mattias Ripa, produttore, attore e sceneggiatore, è morto anche lui prematuramente l’8 aprile 2025. Erano “alleati” nelle loro battaglie e proprio quest’anno lei, che tra l’altro era membro della sezione di cinema e audiovisivo dell’Accademia delle Belle Arti, aveva aperto una fondazione a nome di entrambi che si propone soprattutto di sostenere gli studenti stranieri con borse di studio nel loro progetto di andare a studiare il cinema a Parigi.
La famiglia di Marjane Satrapi ha emesso un comunicato spiegando che quest’ultima “è morta di dolore a poco più di un anno dalla scomparsa” dell’ “amore della sua vita” (dopo un matrimonio giovanile finito presto)…Quindi non ci sembra retorico a questo punto dire che Marjane sia diventata ancora di più e suo malgrado un’eroina romantica. Un’eroina romantica che aveva lottato con la propria arte per il suo Iran (pur senza dimenticare le altre donne, per esempio omaggiando Marie Curie, impersonata dalla bravissima Marie Curie nel film “Radioactive”, del 2019), ma che non potrà mai vederlo libero. O sì? Vogliamo crederci.
