Donne, la libertà è sempre di moda

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Dall’Afghanistan all’Iran la lotta passa anche per il modo di vestirsi, un convegno alla Milano Fashion Week

Scegliere come apparire, mostrare i capelli, indossare un abito e costruire la propria immagine.

Gesti ordinari sulle passerelle milanesi, molto meno in altre parti del mondo.  “Cosa nasconde il tuo make-up?”, il confronto con Chiara Boni, Filippo Bruno di Tornaforte, allievo di Karl Lagerfeld, Marina Ghamari, Farnoush Hamidian, modella e attrice iraniana, Leila Pasar e Taylor Mega che ha chiuso “Donne: la libertà è sempre di moda”, iniziativa dell’Istituto Milton Friedman durante la Milano Fashion Week ha spostato lo sguardo dall’estetica alla libertà personale.

Per chi arriva dall’Iran, dove il modo di vestirsi e mostrare i capelli è stato al centro delle proteste degli ultimi anni, trucco e abiti assumono un significato diverso. Il tema aveva attraversato l’intera giornata, con le testimonianze di una bambina rapita da Hamas, una donna yazida sequestrata dall’ISIS, un’ex ostaggio del 7 ottobre, un’attivista afghana e diverse dissidenti iraniane.
Ela Elyakim, cittadina israeliana e italiana, aveva otto anni quando il 7 ottobre 2023 fu rapita da Hamas nel kibbutz di Nahal Oz insieme alla sorella Dafna. Rimase ostaggio a Gaza per 51 giorni. «Ci hanno portato in una specie di gabbia, come quella dei cani, solo un po’ più grande», ha raccontato. Alla domanda su dove avesse trovato la forza ha risposto: «Mia sorella».
Fawzia Amin Sido, yazida di Sinjar, aveva dieci anni quando fu rapita dall’ISIS nel 2014. Separata dal fratellino, venduta da un uomo all’altro e sottoposta a violenze, è stata liberata dopo un decennio. «Non sono qui per chiedervi compassione, chiedo umanità», ha detto. «Voglio essere di nuovo solo una figlia, una figlia che può abbracciare sua madre».
Dall’Iran Elaheh Tavakolyan ha raccontato di essere scesa in strada insieme alle figlie durante le proteste e di essere stata colpita. «Donna, vita, libertà», ha scandito dal palco. Dall’Afghanistan Husna Jalal ha ricordato le restrizioni imposte alle donne dai talebani e l’esclusione delle ragazze dall’istruzione oltre la sesta classe.
“Lux”, la moda racconta la libertà, una sfilata costruita intorno alla luce, agli abiti e alla possibilità di mostrarsi senza nasconders: è la linea portata a Milano da Marilena Spiridigliozzi nel panel “Cosa nasconde il tuo make-up?”.

Ansa

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