Il “sospetto” di Nordio sulle violenze choc di piazza Duomo

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L’ex magistrato Carlo Nordio ventila un sospetto sulla violenza di gruppo che ha avuto luogo a Milano nella notte di capodanno: “Riluttanza a intervenire per paura di essere accusati di discriminazione razziale…”

I fatti di Milano hanno sconvolto l’opinione pubblica ed anche l’ex magistrato Carlo Nordio ha preso posizione su quanto avvenuto nel capoluogo meneghino durante la notte di capodanno, ventilando un’ipotesi – lui lo chiama “sospetto” – su un fattore che potrebbe aver influito sulle tempistiche e sulla modalità della reazione degli organi preposti.

Nordio, attraverso un articolo pubblicato da Il Messaggero, parla di “riluttanza a intervenire per paura di essere accusati di discriminazione razziale, autoritarismo poliziesco o repressione fascista”. E questo potrebbe essere vero – afferma il noto ex procuratore – anche “vista l’etnia degli aggressori”.

Insomma, per comprendere qualche “perché” sulla vicenda che ha interessato Milano il 31 dicembre scorso, con l‘aggressione sessuale subita da alcune ragazze – la stessa che potrebbe aver coinvolto una trentina di aggressori – , potrebbe essere necessario interrogarsi sulle motivazioni celate dietro il mancato intervento.

Ma Carlo Nordio non disdegna di specificare in maniera ancora più dettagliata il suo punto di vista, aggiungendo che sarebbe “doveroso domandarsi cosa sarebbe avvenuto se un branco di teste rasate avesse fatto altrettanto con una dozzina di extracomunitarie”. Nel frattempo, alcuni dei presunti responsabili degli sconvolgenti fatti avvenuti in prossimità di piazza Duomo sono stati tratti in arresto ma, al netto del proseguimento giudiziario del caso, rimane in sospeso pure un quesito che riguarda un altro ritardo: quello fatto registrare dalle luci dei riflettori su una violenza di gruppo che, in alcuni contesti mediatici, fatica tuttora a trovare lo spazio che meriterebbe per via della gravità.

Le accuse di “lassismo” riguardano pure la politica che per Nordio è tutta impegnata nel confrontarsi per il giro di boa del Quirinale e non solo: “Quanto alla politica, ci auguriamo che dopo la discesa della curva dei contagi e l’ascesa al Colle del nuovo Presidente, essa riprenda la benemerita opera di tutela delle donne, e più in generale dell’ordine pubblico, che a Milano ci è sembrato, a dir poco, trascurato”, ha chiosato l’ex magistrato.

Tornando sul ragionamento relativo al “sospetto”, Nordio ha sottolineato pure come quest’ultimo sia “avvalorato dalla ormai radicata consuetudine a chiudere un occhio nei confronti di gruppi di nordafricani che spacciano stupefacenti nelle strade e nei giardini, e dalla circostanza che, a detta degli stessi inquirenti, alcuni di questi malviventi erano frequentatori della piazza noti per la loro aggressività”.

IlGiornale

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