Milano: un figlio kamikaze, l’altro lo accoltella così è morto il papà anti jihad

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Milano – Mohammed M. era conosciuto per essersi opposto al reclutamento dei giovani nella moschea di viale Jenner ed aveva lottato per trovare il primogenito, poi morto in Iraq. Dopo 18 anni dalla tragedia, l’uomo è stato ucciso da uno dei suoi stessi figli.

Ancora un episodio di inaudita violenza per le strade di Milano: un uomo di 69 anni, tale Mohammed M., nato in Marocco ma con cittadinanza italiana, è stato infatti ucciso domenica scorsa mentre si trovava in strada con un amico. A togliergli la vita, il suo stesso figlio, Zagaria, già finito dietro le sbarre.

Una storia drammatica, quella di Mohammed M. Nel 2003, l’uomo aveva perduto il figlio primogenito, Kamal, morto probabilmente da kamikaze nell’attentato con auto-bomba del 26 ottobre 2003 all’hotel Al Rashid di Baghdad, in Iraq.

Reclutato nella moschea di viale Jenner a Milano agli inizi del 2000, Kamal era stato addestrato nei campi dei salafiti di Ansar al Islam. Tornato dalla famiglia nel 2001, senza raccontare nulla di quanto accaduto durante il suo periodo in Arabia Saudita, il giovane aveva poi fatto perdere definitivamente le sue tracce nel 2002, quando aveva interrotto ogni rapporto con i genitori. Poi, nel 2003, la notizia della sua morte.

All’interno dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nel giugno 2005 nei confronti di Abu Omar, l’ex imam collegato al terrorismo islamico, il gip Guido Salvini parlava anche di Mohammed M. e della sua commovente e sincera testimonianza relativa al figlio Kamal, un figlio che non aveva mai dato problemi, prima di essere reclutato.

Mohammed si era a lungo recato presso la moschea di viale Jenner, denunciando la situazione al suo interno e pretendendo di salire al piano superiore dell’edificio, dove sapeva avvenire l’indottrinamento dei giovani. Tutto inutile, purtroppo. Del figlio Kamal resteranno le poche informazioni reperite nella base di Ansar al Islam a Kurmal, nel Kurdistan iracheno. Solo la carta di identità italiana rilasciata dal Comune di Milano, un formulario per la richiesta di visto e una tessera sanitaria italiana.

Un dolore senza fine, quello di Mohamed, che tanto si era battuto per riportare a casa il proprio figlio e porre fine al reclutamento dei giovani. A distanza di molti anni, quest’uomo ha perso la vita proprio per mano di un altro dei suoi figli. Tutto per delle sigarette.

Domenica pomeriggio il 69enne si trovava in compagnia di un conoscente davanti al Cindy bar e tabacchi, in via Giambellino, quando è stato raggiunto dal figlio Zagaria, 34 anni. Il giovane, da tempo in cura al Cps, il servizio psichiatrico di diagnosi e cura, avrebbe chiesto dei soldi a suo padre per acquistare delle sigarette e da lì è sorta una furiosa discussione.

In uno scatto di rabbia, il 34enne ha estratto un coltello da cucina con una lama di 20 cm che aveva con sè ed ha pugnalato il genitore.

Inutili i soccorsi. Trovato riverso per strada, Mohammed M. è stato trasportato in ospedale in codice rosso, ma le sue condizioni sono apparse subito disperate. L’uomo ha perso la vita poco dopo aver raggiunto il pronto soccorso del San Paolo di Milano.

Il figlio Zagaria è stato arrestato la sera stessa con l’accusa di omicidio. Il 34enne, che ha confermato tutta la storia, si trova ora dietro le sbarre del carcere San Vittore, in attesa della convalida dell’arresto e a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ad occuparsi del caso, agli agenti della Squadra Mobile, che hanno subito provveduto ad effettuare i rilievi sul luogo del crimine e a sequestrare il coltello.

IlGiornale

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