Tunisia: chiuso il caso Ennahda. Ergastolo per Ghannouchi e diversi leader

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Ghannouchi - tunisia

La magistratura specializzata per i casi di terrorismo ha emesso una sentenza che condanna il leader del movimento Ennahda, Rached Ghannouchi, all’ergastolo più 30 anni di reclusione, in un caso legato al cosiddetto “apparato di sicurezza segreto” del movimento, chiudendo così uno dei fascicoli più importanti che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica.

Le condanne hanno interessato anche figure di spicco del movimento Ennahda, tra cui l’ex Primo Ministro Ali Larayedh, condannato a 42 anni di carcere, e Mustafa Khader, condannato all’ergastolo con un’ulteriore pena di 96 anni. Ridha Barouni, Taher Boubahri e Kamal Al-Aifi, oltre ad altri 7 imputati, sono stati condannati all’ergastolo con 76 anni di reclusione.

L’indagine sull’apparato segreto del movimento Ennahda è iniziata nel gennaio 2022, a seguito di una denuncia presentata dai membri del team di difesa nei casi di assassinio delle figure dell’opposizione Chokri Belaid e Mohamed Brahmi al Ministro della Giustizia, nella sua qualità di capo della Procura, contro diverse persone per reati connessi alla sicurezza dello Stato.

La difesa di Belaid e Brahmi accusa l’apparato segreto di Ennahda di essere coinvolto nel loro assassinio nel 2013 e di praticare spionaggio e infiltrarsi nelle istituzioni statali. Accusano inoltre alcuni leader del movimento, in particolare Ghannouchi, di gestirlo e supervisionarlo, mentre Ennahda nega qualsiasi collegamento con questo caso di terrorismo.

Il dossier sull’apparato segreto del movimento Ennahda è considerato uno dei dossier che più hanno preoccupato l’opinione pubblica tunisina, la quale chiede a gran voce di conoscere e rivelare la verità sugli assassinii politici e gli attacchi terroristici che hanno colpito il Paese dopo la rivoluzione.

Ghannouchi (84 anni) è detenuto dalla metà di aprile 2023 e ha ricevuto diverse condanne al carcere con l’accusa di “cospirazione contro la sicurezza interna dello Stato”, sulla base di una dichiarazione in cui minacciava di scatenare una guerra civile e incitare al caos in Tunisia, qualora il movimento fosse stato estromesso dal potere, nonché per altri casi legati a corruzione finanziaria e terrorismo.

Tratto da Alarabiya

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