Il corpo trovato a Novellara è di Saman Abbas

4 mins read
saman - adriana - souad sbai - corpo

Il corpo trovato a Novellara è di Saman Abbas – La 18enne, secondo la Procura reggiana, è stata uccisa per aver detto no ad un matrimonio combinato in patria.  La ragazza è stata identificata grazie ai denti. Indagati per l’omicidio sono i genitori, uno zio e due cugini.  Il no di Saman, la ragazza tra rap e hijab.

Il corpo trovato a Novellara il 18 novembre scorso appartiene a Saman Abbas.  Il cadavere era stato scoperto in un casolare abbandonato nel comune della Bassa Reggiana dove abitava la giovane pachistana insieme ai genitori.

L’identificazione è avvenuta grazie a un’anomalia dentaria della 18enne che, secondo la Procura di Reggio Emilia,  è stata uccisa dai familiari per essersi ribellata a un matrimonio combinato. Dalle analisi risulta inoltre che l’osso ioide è fratturato ma serviranno ulteriori accertamenti per capire se sia avvenuto prima o dopo il decesso. Tra le ipotesi c’è che la ragazza sia stata strangolata. Saman era scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio del 2021. Per l’omicidio della 18enne sono indagati i genitori, uno zio e due cugini. Tutti e cinque sono accusati di omicidio.

I parenti a giudizio

Il processo per l’omicidio di Saman Abbas, che vede imputati i suoi familiari, è fissato per il 10 febbraio prossimo. Oltre ai genitori, il 46enne Shabbar Abbas e la 47enne Nazia Shaheen, a giudizio ci sono anche tre familiari di Saman arrestati nei mesi scorsi all’estero, in Francia e in Spagna: lo zio 34enne Danish Hasnain, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio, e i due cugini Ikram Ijaz (28enne) e Nomanhulaq Nomanhulaq (35 anni).

Per gli inquirenti la ragazza sarebbe stata assassinata, perché rifiutava di sposare un cugino in patria e voleva andarsene di casa. Un delitto per l’onore, dunque, ai danni di una ragazza che voleva vivere all’occidentale, che chiama in causa un’intera famiglia, avvolta nell’omerta’. “Io sono già morto, l’ho uccisa io, io l’ho uccisa per la mia dignità e il mio onore”: questa la frase del padre Shabbar, intercettato al telefono con un parente in Italia nel giugno 2021, un mese dopo la scomparsa della 18enne dalla casa di Novellara, nella Bassa Reggiana.

L’intercettazione è agli atti del processo. Lo stesso parente interlocutore del padre di Saman, che avrebbe ricevuto anche alcune telefonate minacciose dall’uomo, riferisce agli atti – secondo quanto si legge nell’informativa di 80 pagine dei Carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia agli atti del processo – “avrebbe giurato a Shabbar che non ne avrebbe parlato con nessuno”. Shabbar Abbas è stato arrestato in Pakistan il 12 novembre scorso, ma la sua estradizione in Italia appare incerta. Saman era arrivata in Italia dal Pakistan nel 2016: a dare l’allarme della sua scomparsa, il fidanzato ‘italiano’ Saquib, che non ha mai voluto crederla morta.

Già un anno prima della sua scomparsa, la 18enne si era rivolta ai servizi sociali per denunciare i genitori per maltrattamenti e induzione al matrimonio. Poi era rientrata a casa, tentando di riavere i suoi documenti. Tra gli atti del processo, anche il filmato della telecamera di sicurezza che ha registrato gli ultimi istanti di vita di Saman, che esce di casa accompagnata dai genitori la notte della scomparsa.

Agi

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from Blog