Hublot Design Prize 2021: vince il 30enne americano Mohammed Iman Fayaz

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Fonte: "La Repubblica"

Pochi giorni fa è stato consegnato l’Hublot Design Prize 2021, il maggior premio (giunto alla sesta edizione) nell’ambito del design, promosso dall’azienda di orologi svizzeri Hublot per sostenere giovani talenti. Vale 100.000 franchi svizzeri, pari a quasi 100.000 euro.

Ad aggiudicarselo, è stato l’illustratore, designer e artista Mohammed Iman Fayaz, 30 anni, di Brooklyn. Le sue opere, ispirate alla pop art, sono apprezzate per essere indipendenti ed anticonformiste; piene di vivacità nel “rappresentare la diversità culturale e di genere, la sua comunità di queer e trans di colore”, racconta il quotidiano “La Repubblica”, che ha parlato dell’evento.

(Fonte: “La Repubblica”)

Mohammed espone nel corso dei Gay Pride, nelle manifestazioni dedicate a fasce della popolazione che rischiano discriminazioni, nei musei ma anche nei nigh club. Sta veramente facendo furore!

Nel consegnargli il riconoscimento, i giurati hanno dichiarato che “Mohammed Iman Fayaz ha reinventato una antica forma di design che è l’illustrazione, attraverso gli strumenti digitali”. “il suo lavoro – hanno aggiunto – è formalmente bellissimo e gioioso, e dal punto di vista critico affronta le diversità e i vulnerabili, la sua comunità di trans e queer di colore a New York, un lavoro che documenterà queste comunità per i decenni a venire”.

Premiati anche altri due designer con altrettanti “Pierre Keller Award”, onorificenze da 15mila franchi svizzeri create in memoria dell’ex direttore dell’Ecal (Scuola d’Arte nella città elvetica di Renens). Pierre Keller era uno degli ideatori del premio e molto legato maison di orologi. E’ scomparso nel 2019.

Il riconoscimento è stato tributato alla tedesca Eva Feldkamp e all’italiana Federica Frangipane. La prima lavora a Londra, dove l’anno scorso ha creato un collettivo; la seconda è di Vercelli, ma lavora a Torino. Italiani sono stati anche due giurati che lavorano insieme, Formafantasma, vincitori del premio nel 2018.

Alessandra Boga

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