I BUONISTI, VIL RAZZA DANNATA

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di maio - fenomeno denatalità - buonisti

I BUONISTI, VIL RAZZA DANNATA  – Viene in soccorso Dante per definire le anime belle del giustificazionismo, e tutti coloro che ipnotizzano le coscienze con i mantra della comprensione, della giustizia non vendetta, dell’opportunità di cambiare ed altre amenità dell’armamentario laido del “è pur sempre un essere umano”, del “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e via via piagnucolando.
“Ecco colei che tutto ‘l mondo appuzza”, continua il Poeta, con il verso che intendo usufruire per quella percentuale non esigua di popolazione che ammorba il senso trascendente della colpa per ridurlo ad errore, a disturbo, a disagio e, magari, a chiamata di correità.

La madre di Pamela Mastropietro si presenta in aula di tribunale indossando la maglietta con le foto della figlia depezzata. Apriti cielo! Orrore! Le vittime non possono essere usate per propaganda di ritorsione. Magari certe vittime sì, ma evitiamo una polemica fuori luogo.
Durante un corteo, alcuni anni fa, venni avvicinato da alcuni giornalisti – che non so come mi conoscessero – e, a margine della manifestazione, mi chiesero cosa ne pensassi del caso Oseghale. Risposi, molto semplicemente, che doveva essere eliminato. Con sconcerto dell’intervistatore e dell’operatore, il primo mi sollecitò in tono ironico una precisazione da psichiatra, ed io ribadii il concetto che non faccio terapia di gruppo per cannibali. Insisteva, il malcapitato, buttandola sul razzismo, e così spiegai all’incauto, che certi individui, al di là del colore della pelle, devono essere liquidati per igiene e non per odio. Della lunga intervista venne mandato in onda solo questo spezzone, mi pare per La7, che non ho mai rivisto non essendo sufficientemente narcisista per ripassare le mie interviste.
Passa il tempo, ma il giudizio lo rivendico.

Che ad un assassino venga chiesta se desidera o meno partecipare al processo lo ritengo goffo e offensivo, pur comprendendo le procedure giudiziarie e la funzione degli avvocati. “Come virtù umana cardinale, la Giustizia verrà rimpiazzata dalla Pietà, e tutti i timori del castigo svaniranno. I perdigiorno si compiaceranno: «Sono un tale peccatore che Dio è dovuto scendere di persona per salvarmi. Devo essere un vero demonio». E i malviventi argomenteranno: «A me piace commettere crimini. A Dio piace perdonarli. Il mondo è davvero ben congegnato»”. Queste parole il grande poeta Wystan Hugh Auden mette in
bocca al monologo profetico e apocalittico di Erode sulla necessità della violenza purificatrice.
Ecco, siamo a questo punto.
La comprensione, la benevolenza, la clemenza sono atteggiamenti e stati mentali che lascio volentieri ai poveri di spirito che avranno il Regno dei Cieli. A me interessa solo poter fare qualcosa affinché la terra non diventi l’inferno, poi sarò quel che sarà. Copyright almanews24

di Adriano Segatori

Psichiatra – Giornalista

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