Leonardo, vicino lo sfratto dagli Emirati Arabi. La carta Draghi

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Leonardo, vicino lo sfratto dagli Emirati Arabi. La carta Draghi – Secondo fonti dell’industria della Difesa, il Paese starebbe allontanando gli aerei e il personale italiano da una base militare chiave come rappresaglia per un embargo sulle armi imposto da Roma ad Abu Dhabi. Il titolo per ora non ne risente.

Gli Emirati Arabi Uniti, secondo fonti dell’industria della Difesa, starebbero dando lo sfratto agli aerei e al personale italiano da una base militare chiave del Paese come rappresaglia per un embargo sulle armi imposto da Roma ad Abu Dhabi lo scorso gennaio. Secondo quanto riportano gli analisti di Banca Akros (rating buy, target price confermato a 9,25 euro), all’Italia è stato concesso tempo fino al 2 luglio per lasciare la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti. Un tentativo di intermediazione diplomatica è in corso da parte dell’Italia per ottenere l’annullamento all’ultimo minuto dello sgombero, ma sembra che la relazione fra i due Paesi sia piuttosto difficile da riavviare.

La base di Al Minhad a Dubai è stata “cruciale per l’Italia da quando si è insediata nel 2015 per preparare i voli verso l’Iraq e come scalo sulla rotta verso le basi italiane in Afghanistan”, spiegano i broker. Secondo cui l’embargo italiano è stato attuato da un governo di coalizione guidato dall’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che era sostenuto dal Partito Democratico di centrosinistra “e dal Partito Cinque Stelle anti-establishment”.

All’epoca, Luigi Di Maio, alto funzionario dei Cinque Stelle e ministro degli Esteri del governo, si prese il merito dell’embargo definendolo un “chiaro messaggio di pace inviato dal nostro Paese” e aggiungendo che “il rispetto dei diritti umani è un impegno per noi obbligatorio”. A questo punto forse solo un intervento del premier Mario Draghi potrebbe risolvere la questione. Banca Akros ricorda che il mercato della Difesa in Medio Oriente vale attorno a 100 miliardi di dollari, una cifra non irrilevante. Il cliente più importante per l’Italia in questa regione è però il Qatar.

La settimana scorsa, presso lo stabilimento Leonardo di Vergiate (Varese), si è svolta la cerimonia di accettazione di un nuovo HH-139B, elicottero destinato all’Aeronautica Militare alla presenza del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e dell’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo. L’HH-139B, variante dedicata per l’Aeronautica Militare del modello AW139, sarà impiegato per un’ampia gamma di missioni come ricerca e soccorso, antincendio, intercettazione di velivoli a basse prestazioni (Slow Mover Interceptor), unendosi all’attuale flotta di elicotteri.

L’ad Profumo ha spiegato che “l‘HH-139B è un simbolo dell’eccellenza tecnologica espressa dall’industria nazionale e della sua competitività internazionale. Lo stabilimento di Vergiate, con la più grande linea di assemblaggio finale di elicotteri di Leonardo e oltre 1000 dipendenti, rappresenta le straordinarie capacità espresse nel campo del volo verticale dal punto di vista dei prodotti, dei processi produttivi e delle competenze professionali, in grado di mantenere Leonardo e il Paese sulla frontiera dell’innovazione in un settore sempre più strategico e altamente competitivo”. Questa mattina il titolo Leonardo sale dello 0,6% a 7,02 euro per 4,06 miliardi di capitalizzazione mentre il Ftse Mib è positivo per lo 0,35%. (riproduzione riservata)

MilanoFinanza

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