Lunedì 13 aprile, nel primo pomeriggio, a Blida si è verificato un duplice tentativo di attentato sui social media, secondo quanto riportato da Le Figaro e confermato da fonti locali. La città, di circa 300.000 abitanti, si trova a circa 50 chilometri a sud di Algeri, città che era stata pesantemente presidiata per la visita di Papa Leone XIV. Gli attacchi non sono stati ufficialmente confermati dalle autorità algerine. Mentre alcune fonti riportano che i due attentatori suicidi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza, altre affermano che siano riusciti a far esplodere le loro cinture esplosive. L’Algeria non subiva un attentato terroristico dal 2017. Il 31 agosto, un attentatore suicida con indosso una cintura esplosiva aveva tentato di entrare nel quartier generale della polizia di Tiaret, a 350 km a sud-ovest di Algeri. L’ISIS ha rivendicato l’attentato, in cui sono rimasti uccisi l’attentatore e due agenti di polizia. «Credo si sia trattato di un attacco orchestrato dai media (visto che l’Algeria ospita il Papa per una visita di due giorni, ndr), probabilmente condotto da un piccolo gruppo o da lupi solitari», analizza Akram Kharief, creatore del blog Menadefense.net ed esperto di affari militari. Negli anni ’90, i guerriglieri di montagna dell’Atlante di Blida erano tra i più attivi del Paese e i più vicini ad Algeri. La regione si trovava al centro del “triangolo della morte”, tra Blida, Médéa e Aïn Defla, roccaforte del GIA durante il Decennio Nero. Oggi, tuttavia, si stima che al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) conti meno di 1.000 membri, accerchiati dall’esercito tra le montagne della Cabilia e il sud, secondo il Centro nazionale antiterrorismo statunitense.
lefigaro
Doppio tentativo di attentato a 50 km da Algeri a margine della visita del Papa in Algeria

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