Il Marocco consolida la propria posizione di principale destinazione degli investimenti diretti esteri (IDE) nel Nord Africa, distinguendosi in un contesto regionale segnato da una forte contrazione dei flussi di capitale. È quanto emerge dal World Investment Report 2026 della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad), che evidenzia come nel 2025 il Regno abbia quasi raddoppiato gli investimenti esteri in entrata, registrando una delle migliori performance dell’intero continente africano.
Secondo il rapporto, gli afflussi di IDE sono aumentati del 91%, passando da 1,748 miliardi di dollari nel 2024 a 3,338 miliardi nel 2025. Un risultato particolarmente significativo se confrontato con il quadro africano, dove gli investimenti esteri sono diminuiti del 26,3%, attestandosi a 69,5 miliardi di dollari. Ancora più marcata la flessione nel Nord Africa, che ha registrato un calo del 56,3%, con investimenti pari a 22,4 miliardi di dollari, anche a causa dell’assenza delle grandi operazioni straordinarie che avevano caratterizzato il 2024.
Per l’Unctad, la capacità del Marocco di attrarre capitali internazionali è il risultato di una strategia economica perseguita negli ultimi anni, fondata sulla diversificazione dell’economia, sul rafforzamento delle filiere industriali e sulla promozione di settori ad alto valore aggiunto. In questo contesto, il comparto manifatturiero continua a rappresentare il principale motore della crescita, con l’industria automobilistica in prima linea.
Tra i più importanti progetti greenfield annunciati in Africa nel 2025 figura infatti l’investimento da 1,5 miliardi di dollari del gruppo Stellantis per ampliare le proprie attività produttive nel Regno. L’iniziativa rientra tra le dieci maggiori operazioni industriali annunciate nel continente e conferma il ruolo del Marocco come piattaforma manifatturiera strategica per i mercati europeo e africano.
Sebbene il valore complessivo dei nuovi progetti greenfield annunciati nel Paese sia diminuito dell’11,2%, attestandosi a 6,586 miliardi di dollari, l’Unctad sottolinea come la riduzione quantitativa sia stata compensata da una maggiore qualità degli investimenti, sempre più orientati verso produzioni ad alta intensità tecnologica, maggiore valore aggiunto e migliori prospettive occupazionali.
Accanto all’automotive, un altro pilastro della strategia di sviluppo marocchina è rappresentato dalle energie rinnovabili. Il rapporto attribuisce particolare rilevanza al progetto Sila Atlantik Cable, destinato a collegare grandi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con un’infrastruttura sottomarina tra il Nord Africa e l’Europa. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, il progetto rafforza il ruolo del Marocco come partner energetico strategico dell’Europa e si inserisce nel più ampio processo di transizione ecologica e integrazione energetica euro-mediterranea. L’iniziativa si aggiunge ai consistenti investimenti già avviati nei comparti dell’energia solare, eolica e dell’idrogeno verde, considerati centrali per la competitività futura del Paese.
La crescita degli investimenti esteri ha avuto effetti anche sul peso degli IDE nell’economia nazionale. Nel 2025 essi hanno rappresentato il 7,5% della formazione lorda di capitale fisso, rispetto al 4,2% registrato l’anno precedente. Parallelamente, lo stock complessivo degli investimenti esteri presenti nel Paese è salito a 80,8 miliardi di dollari, con un incremento del 25,2% su base annua, raggiungendo un valore pari al 48,7% del prodotto interno lordo. Un dato che conferma il Marocco tra le economie più aperte ai capitali internazionali della regione.
Il rapporto evidenzia inoltre una crescente internazionalizzazione delle imprese marocchine. Nel 2025 gli investimenti diretti all’estero sono aumentati del 19,4%, passando da 681 a 813 milioni di dollari. Anche lo stock degli investimenti marocchini oltreconfine è cresciuto fino a 12,655 miliardi di dollari, equivalenti al 7,6% del PIL nazionale.
In parallelo, il valore dei progetti greenfield promossi da imprese marocchine all’estero è aumentato del 69,1%, raggiungendo 474 milioni di dollari. Si tratta di una dinamica che riflette il rafforzamento dei principali gruppi nazionali, in particolare nei settori bancario, assicurativo, delle telecomunicazioni, delle costruzioni e dei servizi, sempre più presenti nei mercati dell’Africa occidentale e subsahariana.
Segnali incoraggianti arrivano anche dal mercato delle fusioni e acquisizioni transfrontaliere. Dopo il saldo negativo di 811 milioni di dollari registrato nel 2024, il Marocco ha chiuso il 2025 con vendite nette per 169 milioni di dollari attraverso operazioni di M&A internazionale. Parallelamente, gli investitori marocchini hanno intensificato le acquisizioni all’estero: il valore netto delle operazioni oltreconfine è aumentato del 244,9%, raggiungendo 199 milioni di dollari.
Nel complesso, il World Investment Report 2026 conferma il consolidamento del Marocco come uno dei principali hub industriali, logistici ed energetici del continente africano. Grazie a una strategia orientata all’innovazione, alla transizione energetica e all’integrazione con i mercati europei e africani, il Regno continua a rafforzare la propria attrattività per gli investitori internazionali e il proprio ruolo di ponte economico tra Europa e Africa.
Adriana Cantiani
