Barche e barchini via dall’Africa. Come al solito la preda diventa l’Italia

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Barche e barchini via dall’Africa. Come al solito la preda diventa l’Italia – Venghino, signori venghino, che nel mercato Italia tutti sono disposti a prendervi. Soprattutto se si sta al Viminale di questi tempi. Tanto la Lamorgese ha la scorta e pure la sirena anti Covid, il resto lo pagheranno gli italiani.

Non è proprio normale inforcare il binocolo per scrutare le onde di un mare bellissimo e vedere che ne arrivano ancora altri. Clandestini a frotte da coste libiche e tunisine, stanno su una nave tedesca, respinta da Malta: e dove vuoi che cerchino l’approdo? Ovvio, nel Paese popolato dai più fessi del mondo.

Mica è normale tutto questo, eppure lo si poteva facilmente prevedere con l’arrivo della bella stagione. Gli sbarchi tornano ad essere uno dei principali problemi dell’Italia.

Soprattutto perché chi sta al ministero dell’Interno sembra avere il terrore di avviare una politica ferma nei confronti dell’immigrazione clandestina come quella del suo predecessore Matteo Salvini.

Partono barche e barchini, tutti in fuga verso le coste italiane, non c’è straccio di accordo con le autorità dei paesi africani per bloccare gli immigrati che vengono da noi illudendosi di trovare chissà quale ricchezza.

A far loro compagnia, le navi delle Ong che si affrettano a riempire le imbarcazioni di immigrati per poi mettere in difficoltà il nostro Paese.

Lampedusa non ha più alcuna possibilità di riceverne altri ancora, e ci sarebbe bisogno di responsabilità da parte del governo. Al posto della Lamorgese, si fa almeno sentire il sottosegretario leghista al Viminale, Nicola Molteni: “330 migranti, a seguito di 5 interventi sono a bordo della Sea Eye 4, Ong tedesca che batte bandiera tedesca. Nessuna responsabilità italiana nel coordinamento degli eventi avvenuti in zona Sar di altri Paesi”, ha scritto in una nota Nicola Molteni. E ha detto ancora: “Ci aspettiamo che l’accoglienza dei migranti e lo sbarco da una nave tedesca, di una Ong tedesca, avvenga in Germania, in ottemperanza allo spirito di solidarietà e condivisione Europea. Per il principio dello Stato di bandiera e della rotazione dei porti la Germania se ne faccia carico”. E’ il minimo che ci si possa attendere, e sarebbe ora che anche il premier Mario Draghi si decida a far sentire la voce dell’Italia visto che la ministra non sa che pesci prendere.

corrieredellumbria

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