Giornata mondiale dell’autismo, Pedrizzi (Ucid): “Vaccini a chi soffre della sindrome di Asperger”

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Giornata Mondiale Autismo

“Invece di dedicare questa giornata alle celebrazioni di facciata e al facile pietismo, diamo subito la priorità nelle vaccinazioni agli autistici, bambini, ragazzi ed adulti, senza differenze di età e di regioni. Il dramma del Covid, per chi soffre di disturbi dello spettro autistico, è maggiore che in soggetti sani, sia per la difficoltà di relazioni causate dalle mascherine, che rendono complessa la comunicazione, sia per l’isolamento sociale che in soggetti del genere tracima nel peggioramento della condizione clinica”, sostiene Riccardo Pedrizzi, presidente del Cts dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in occasione della  “Giornata mondiale di consapevolezza sull’Autismo”, WAAD – World Autism Awareness Day, che l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito nel 2007 per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disturbi dello spettro autistico e su quelli delle loro famiglie.

Giornata mondiale dell’autismo, l’appello di Pedrizzi

Secondo Pedrizzi, la priorità nazionale è quella delle vaccinazioni degli autistici, sia quelli che vivono nell’ambito familiare che quelli ospitati nelle case ed istituti di comunità: “La principale preoccupazione delle famiglie con figli autistici, sono circa 500mila i nuclei familiari in tutta Italia che vivono con persone affette dalla sindrome di Asperger, è che i soggetti in questione, se colpiti da Covid, possano finire in ospedale senza alcune assistenza specifica e senza il conforto dei propri cari, indispensabile per chi ha nella difficoltà nel comunicare agli altri i propri bisogni, le proprie difficoltà e finanche il proprio dolore”, conclude Pedrizzi.

I disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da una compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, e da modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività. I sintomi e la loro severità possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, conseguentemente i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo.

secolod’italia

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