Escalation delle proteste in Iran: violenze e tensioni crescenti nel paese

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Le proteste iniziate domenica tra i commercianti di Teheran si sono rapidamente diffuse ad altri gruppi e regioni del paese, culminando in un violento scontro notturno tra mercoledì e giovedì. Le più grandi manifestazioni in Iran degli ultimi tre anni hanno raggiunto un climax sanguinoso, con diversi morti segnalati dai media iraniani e da un gruppo per i diritti umani.

La violenza estrema rappresenta una significativa escalation delle proteste legate alla difficile situazione economica del nazione, aggravata da sanzioni occidentali, inflazione al 40% e il crollo della valuta nazionale. Mercoledì, le autorità hanno fatto un tentativo insolito di dialogo, proponendo di istituire un “meccanismo di dialogo” per affrontare le tensioni.

Secondo una fonte vicina al semi-ufficiale agenzia Fars, scontri a Lordegan, città occidentale, tra polizia e protestanti armati, hanno causato più vittime. La ONG Hengaw ha riferito che le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti, uccidendo e ferendo diversi individui. Inoltre, le autorità hanno confermato un decesso a Kuhdasht, mentre Hengaw ha segnalato un’altra vittima a Isfahan.

Le proteste sono nate domenica tra i commercianti e i negozianti di Teheran, insoddisfatti dell’inflazione galoppante e del crollo della moneta. Tuttavia, si sono rapidamente estese ad altri settori e regioni, coinvolgendo studenti universitari e portando a tentativi di assaltare edifici governativi, con alcuni manifestanti fermati nelle province di Kermanshah, Khuzestan e Hamedan.

Le Guardie Rivoluzionarie, un corpo militare fedele al Leader Supremo Ali Khamenei, hanno riferito della morte di un volontario Basij a Kuhdasht, con altri 13 feriti. Questi eventi segnano una delle prime grandi manifestazioni dopo il bombardamento aereo estivo, che aveva suscitato un’ondata di patriottismo e solidarietà.

L’attuale ondata di proteste riflette il malcontento crescente per le politiche economiche e le tensioni derivanti dagli attacchi israeliani e statunitensi sulla infrastruttura nucleare e militare del paese. La risposta delle autorità è tradizionalmente dura, ma questa settimana hanno mostrato anche segnali di apertura al dialogo, anche se il rischio di escalation rimane alto.

Mercoledì, la portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha ribadito l’intenzione di parlare direttamente con rappresentanti di sindacati e venditori, sebbene i dettagli rimangano poco chiari. La presenza massiccia di forze di sicurezza, arresti, sparatorie e scontri sono stati segnalati anche dall’attivista HRANA, che ha evidenziato una situazione di grande tensione in diverse città iraniane.

Redazione

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