Boualem Sansal: “Gli islamisti vogliono convertire il mondo”

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Boualem Sansal - algerino

Boualem Sansal  è uno scrittore algerino, attivo nella condanna del Fondamentalismo islamico dal 1992, anno della morte del politico Mohamed Boudiaf (uno dei fondatori del Fronte di Liberazione Nazionale), seguita da quella di un suo amico e al crescere delle persecuzioni.

Sebbene sia stato vittima lui stesso di persecuzioni, soprattutto dopo la pubblicazione dei suoi libri, è tuttavia deciso a continuare a vivere in Algeria. Scrive in francese: infatti, sebbene le sue opere siano state messe al bando in Algeria, in Francia ha trovato il successo letterario e la consacrazione internazionale. Nel 2012 gli stava per essere conferito il Prix du Roman Arabe; tuttavia, in seguito alla sua partecipazione al Festival degli scrittori di Gerusalemme, gli è stato revocato; Avigdor Lieberman, Ministro degli Esteri israeliano, chiese che la comunità internazionale si esprimesse contro tale boicottaggio, mentre un portavoce del Prix dichiarò che la loro decisione non era stata influenzata da Hamas.

Autore di dozzine di libri, Boualem Sansal ha in particolare pubblicato “Le Serment des barbares” (Gallimard, 1999), “Le Village de l’Allemand o Le Journal des frères Schiller” (Gallimard, 2008), premiato con quattro premi, “2084. The End of the World “(Gallimard, 2015), primo premio per il romanzo dell’Académie française, e” Le Train d’Erligen o La Métamorphose de Dieu “(Gallimard, 2019). Ultimo romanzo ad apparire: “Abraham ou La Cinquième alliance” (Gallimard, coll. “Blanche”, 2020).

Dal suo primo romanzo, Le serment des barbares (pubblicato nel 1999 ), è stato ricavato un film.

Boualem Sansal è il terzo scrittore algerino a vincere il Premio del Mediterraneo dalla sua creazione, nel 1985, ricevendo il premio letterario Mediterraneo 2021, nella categoria romanzo in lingua francese, con “Abraham ou la cinquième Alliance”.

Alcune delle sue riflessioni:

“Quella islamista è una strategia di lunga durata che puntando alla conversione mondiale agisce su piani paralleli, sociale, politico, filosofico, militare. In questo momento sfrutta una congiuntura molto favorevole perché l’Occidente è fiaccato dalla pandemia e la Francia, l’icona della laicità e dunque l’archetipo del nemico, lo è ancora più di altri Paesi: le condizioni giocano a favore di un attacco a tenaglia, Erdogan, il boicottaggio economico, l’azione di lupi solitari che, come nel passato, marciano in ordine sparso ma nella stessa direzione”.

“L’Europa chiude gli occhi ma stia attenta contro questo tipo di virus non c’è vaccino”.

“L’Europa sembra in rapido declino. Non è più la potenza che era fino agli anni ’60”. Ora “il baricentro del potere si è spostato, sono emersi nuovi attori che esercitano una forte pressione, oggi economica, domani politica” come “i paesi BRICS, la Turchia, l’Iran, il mondo arabo che alla fine uscirà dalla crisi attuale e rianimerà il progetto panarabo di Nasser”.

 

Redazione

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