Legge di bilancio 2023, l’inizio di una visione

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Legge di bilancio 2023, l’inizio di una visione –  Che si poteva chiedere ad un Governo insediato da due mesi se non una realistica legge di bilancio che desse, però, un concreto segnale di quello che sarà il percorso di cinque anni?

Chi si aspettava la calata degli Unni e figuracce in Europa è rimasto deluso.

Il parere della Commissione Europea, firmato dal Commissario Paolo Gentiloni, ha sostanzialmente promosso la manovra, rilevando: “Nel complesso il documento programmatico di bilancio aggiornato dell’Italia è in linea con le raccomandazioni del Consiglio del luglio 2022: l’Italia limita la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale e prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica.”

I rilievi sono stati veramente marginali ed alcuni sinceramente poco comprensibili, come la critica dell’innalzamento al tetto del contante a  5.000,00 euro, quando il Consiglio UE ha, poi, preso una posizione ancora più permissiva ritenendo congruo il tetto di 10.000,00 euro, peraltro in armonia con la normativa doganale di cui al Regolamento UE 2021/776, che sancisce l’obbligo di dichiarazione solo quando per singola persona vengono portate somme superiori a 10.000,00 euro.

Visto che, considerata la chiarezza e, soprattutto, la prudenza della manovra, ben poco c’era da dire i detrattori si sono concentrati proprio sui temi del contante e dei pos, che mi sembrano argomenti del tutto marginali in un periodo di forte crisi economica e sociale dovuta alla pandemia ed alla guerra.

La prima preoccupazione del Governo è stata quella di contenere il caro energia, tra l’altro con l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, con  il rifinanziamento per i primi mesi dell’anno del credito d’imposta per l’acquisto di energia per le imprese particolarmente colpite, con la ridefinizione della norma sugli extra profitti.

E’ stato avviato il cammino verso la riduzione delle imposte con la flat tax incrementale e l’estensione del regime forfetario a 85.000,00 Euro, nonché con il potenziamento della detassazione dei premi di produttività.

Particolare attenzione è stata dedicata ai più deboli, alla famiglia ed alla natalità confermando il bonus bollette per i più fragili, riducendo l’Iva sui prodotti per l’infanzia, introducendo il bonus spesa per l’acquisto dei beni di prima necessità, maggiorando l’assegno unico per le famiglie numerose o con figli piccoli e per disabili, potenziando il congedo parentale, tagliando il cuneo fiscale per i redditi più bassi.

Decisa è stata la stretta sul reddito di cittadinanza che deve essere considerato uno strumento sostanzialmente di ultima istanza, chi può lavorare deve farlo ed in questo senso è stata giustamente prevista la decadenza anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta di lavoro, eliminando così il vago criterio della “congruità” che lasciava tanto spazio alla discrezionalità.

Questi pochi flash che ho dato, non avendo certo la pretesa di completezza, fanno chiaramente comprendere come la visione di questo Governo sia quella di coniugare la giusta tutela dei più deboli con la spinta a responsabilizzare tutti a mettere in campo le energie che ognuno ha la possibilità di liberare per far crescere il Paese e la sua produttività. E’ finita, quindi, l’epoca dell’assistenzialismo gratuito, del giovane sul divano in attesa di chissà quale manna dal cielo, inizia l’epoca del cittadino attivo, consapevole e meritevole che sia azionista e non obbligazionista del Paese.

Cittadino attivo significa anche fare figli e combattere l’inverno demografico, che è un’altra delle vere sfide del futuro che questa maggioranza ha ben presente nei propri obiettivi, tanto che interventi sulla famiglia e sulla natalità sono stati immediatamente messi in campo per quanto le limitate disponibilità di bilancio abbiano dato la possibilità.

Insomma il messaggio chiaro tutti è che dobbiamo rimboccarci le maniche ed è evidente che le priorità della manovra siano crescita e giustizia sociale, una visione coerente che nei prossimi anni sono convinto sarà sempre più concretamente realizzata.

Di Antonfrancesco Venturini

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