Afghanistan: sanzioni al regime, pesantissime conseguenze sulla sanità

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Afghanistan: medici attorno ad un ferito grave
(Fonte: "Gazzetta di Parma")

Afghanistan: si aggrava la crisi umanitaria. Una larga parte della sanità rischia il collasso per via delle sanzioni imposte dall’Occidente contro il regime dei Talebani, riformatosi nell’agosto scorso con il nome di Emirato Islamico dell’Afghanistan.

Lo denunciano analisti internazionali sul “Guardian”. Intanto la popolazione afghana continua a combattere con le malattie, la fame, la carestia ed una tremenda crisi economica.

Numerose persone che lavorano in ambito sanitario, non ricevono lo stipendio da mesi e gli ospedali non dispongono dei mezzi necessari. Significa “carburante, farmaci, prodotti per l’igiene e persino gli articoli di base come le sacche per colostomia”, ha riferito il professore canadese Paul Spiegel. E’ il direttore del Center for Humanitarian Health presso la Johns Hopkins University a Baltimora, Maryland, ed ha verificato di persona la situazione. E’ rimasto in Afghanistan 5 settimane.

Il luminare ha detto anche che la situazione è destinata a peggiorare. Anche perché “Ci sono sei epidemie simultanee: colera, morbillo, poliomielite, malaria e febbre dengue, e questo si aggiunge alla pandemia di coronavirus”. Se ne occupa soprattutto l’ospedale di Kabul, che è “in ginocchio”, ha aggiunto Spiegel, spiegando inoltre che “Non ci sono quasi più medicine e stanno tagliando gli alberi nel cortile per riscaldare le stanze perché non c’è il gas”.

Fuori dalla capitale va ancora peggio: nell’ospedale di Sarobi (dov’è stata uccisa poco più di 20 anni fa, il 19 novembre 2001, la giornalista italiana Maria Grazia Cutuli, inviata del “Corriere della Sera”). “Non c’erano acqua e sapone sufficienti per i protocolli di igiene”, ha continuato a raccontare il medico.

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