Boris Johnson annuncia la fine del green pass e del lavoro a distanza

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Boris Johnson – La decisione sarà presa nelle prossime ore ma è stata anticipata dal premier britannico durante il dibattito in Parlamento: “Grazie ai fantastici progressi con il Covid, possiamo allentare le misure”.

Il primo ministro Boris Johnson ha confermato l’intenzione di allentare le restrizioni anti Covid a partire dal prossimo 26 gennaio. La decisione sarà presa nelle prossime ore, ma è stata anticipata da Johnson durante il dibattito in Parlamento. “Grazie ai fantastici progressi con il Covid, possiamo allentare le misure“, ha premesso. In particolare, ha detto, non ci saranno più certificato vaccinale (green pass), obbligo di lavorare da casa e di tenere la mascherina a scuola.

In una difficilissima giornata per il primo ministro britannico, Boris Johnson ha introdotto il suo intervento al question time al Parlamento rivendicando i “fantastici progressi” del Regno Unito sul Covid. Un successo sventolato per cercare di soffocare le critiche che continuano a piovere sulla questione “partygate”.

L’ex ministro conservatore per la Brexit con il governo di Theresa May, David Davis, ha invitato Boris Johnson ad andarsene. La sua accorata richiesta è stata accolta da ovazioni dai banchi dell’opposizione. “Mi aspetto che i miei leader si assumano la responsabilità delle azioni che compiono. Ieri, il primo ministro ha fatto il contrario”. E ha concluso, rivolto a Johnson: “in nome di Dio, vai via”.

Durante il dibattito alla Camera dei Comuni, il leader laburista Keir Starmer va nuovamente all’attacco del primo ministro Boris Johnson per le sue difese sulle feste al “n.10” di Downing street e in particolare su quello dello scorso 20 maggio, e ha suggerito che “forse un avvocato gli ha scritto queste risposte”. Johnson ha risposto spazientito che Starmer “insiste a fare domande che saranno affrontate nell’inchiesta di Sue Grey, sta sprecando il nostro tempo e quello dei cittadini”.

In particolare, Starmer ha chiesto a Boris Johnson quando ha saputo che fra i suoi collaboratori c’erano “preoccupazioni” sulla festa del 20 maggio. “Non solo ha scritto lui le regole del lockdown, ma alcune persone del suo staff sostengono di averlo avvisato” sui rischi di una festa nel giardino di Downing Street. “Ho sentito la risposta molto accurata del primo ministro a questa accusa. Sembra che l’abbia scritta un avvocato”. Johnson ha risposto che “spetta all’inchiesta spiegare quanto successo: temo che le tocchi semplicemente aspettare”.

Durante il dibattito, sono come sempre molto accese le reazioni dei parlamentari di entrambe le parti. È stato notato dagli osservatori, però, che solo gli esponenti del governo applaudono con foga gli interventi del premier, mentre il resto del partito conservatore appare prevalentemente silenzioso.

Agi

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