Uno tsunami di destra ha travolto la Spagna

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Uno tsunami di destra ha travolto la Spagna – La sinistra è stata bastonata nel voto per le amministrative, Gli elettori bocciano il Psoe del premier Sanchez e promuovono il Partito popolare. Avanza la destra radicale di Vox

 È stata un’ecatombe il voto di domenica, in Spagna, per il Psoe, il Partito socialista del premier Pedro Sanchez, che ha perso praticamente tutti i posti che contano nelle elezioni amministrative, come la Comunità Valenciana, l’Extremadura e Siviglia, ed è riuscito a mettere a segno un risultato molto buono solo nella Castilla-La Mancha, dove Emiliano Garcia-Page conserva la maggioranza assoluta.

La sconfitta è stata forte e inaspettata per il Psoe, che in queste elezioni aspirava a preservare e persino aumentare la presa sul territorio raggiunta nel 2019, nonostante i sondaggi dessero risultati molto ravvicinati tra i blocchi di destra e di sinistra.

E invece il Pp ha messo ko il Psoe, che in queste elezioni ha perso sei dei nove governi regionali che guidava (Comunità Valenciana, Estremadura, Aragona, Baleari, Canarie e La Rioja) e 15 dei 22 capoluoghi di provincia.

Considerato un sondaggio per le elezioni politiche di fine anno, le consultazioni sono un ottimo viatico per i Popolari. “Abbiamo ottenuto una chiara vittoria e la Spagna ha mosso i primi passi verso una nuova era politica”, ha esultato il leader Alberto Nunez Feijoo.

Uno “tsunami” di destra si è abbattuto su “tutte le regioni della Spagna”, ha confermato Javier Lamban, il leader socialista dell’Aragona che ha perso il seggio a favore del Pp. “Siamo di fronte a un’innegabile ondata di destra in Spagna guidata da PP e Vox”, ha concordato Miguel Angel Revilla, che anche lui ha perso la carica di capo del governo regionale della Cantabria.

È anche vero però che il Partito popolare sarà in grado di governare nelle sei regioni conquistate solo con il sostegno dell’estrema destra di Vox, uscita anch’essa vincitrice, il che rappresenta un grosso grattacapo per Feijoo.

Vox, terzo partito in Parlamento, spera di diventare un partner indispensabile per il PP, sia a livello regionale che, in definitiva, a livello nazionale. Situazione diversa però a Madrid, dove i candidati del PP Isabel Diaz Ayuso e José Luis Marti’nez-Almeida governeranno la Comunità e la città con la maggioranza assoluta, e Vox è rimasto a bocca asciutta mentre Màs Madrid e il PSOE hanno faticato e Podemos e Cs sono scomparsi dalla mappa.

Ayuso ha raggiunto l’obiettivo di governare senza dipendere da Vox e ha vinto con una comoda maggioranza assoluta, 71 seggi e oltre il 47% dei voti, 6 seggi in più rispetto a quelli ottenuti alle elezioni del maggio 2021.

Almeida, seppur più tirato, ha ottenuto anche lui la maggioranza assoluta con 29 consiglieri, il 44,5% dei voti, affrancandosi anche dalla dipendenza da Vox.

Una delle sconfitte più significative per il Psoe nelle elezioni regionali è stata quella della Comunità Valenciana, dove il Pp ha recuperato l’egemonia che aveva tra il 1995 e il 2015 tornando a essere la prima forza politica contro un Psoe che non è riuscito a raggiungere una maggioranza sufficiente per rieditare il governo.

A La Rioja, l’unica comunità autonoma che il Psoe considerava perduta, il Pp ha ottenuto la maggioranza assoluta. D’altra parte, con la perdita dei governi di Estremadura e Aragona, il Psoe perde anche due dei suoi esponenti di maggior impatto mediatico: Guillermo Fernàndez Vara e Javier Lambàn, che è anche uno dei più critici del governo di Pedro Sanchez.

L’altro ‘barone’ socialista critico nei confronti del governo è il presidente di Castilla-La Mancha, Emiliano Garcia-Page, l’unico che ha ottenuto un buon risultato, riconfermando la sua maggioranza assoluta.

Agi

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