L’Europa si trova nuovamente sulla soglia di una crisi di sicurezza, con un episodio inquietante avvenuto sull’Isola d’Oléron in Francia che riaccende i timori di attacchi terroristici. La mattina del 5 novembre 2025, un uomo sulla trentina, residente nella zona, ha travolto pedoni e ciclisti con la propria auto, provocando dieci feriti, di cui quattro in condizioni critiche. Tra le vittime anche una bambina, e l’attentatore, dopo aver abbandonato il veicolo, ha tentato di incendiarlo trovando nel bagagliaio bombole di gas, elemento che suggerisce una pianificazione attentamente studiata.
L’uomo, che ha urlato “Allahu Akbar” durante l’arresto, risultava già noto alle autorità, anche se non inserito nei database antiterrorismo ufficiali. Le forze dell’ordine sono intervenute prontamente, utilizzando il taser per bloccarlo mentre cercava di fuggire. La procura francese sta valutando se si tratti di un’azione legata a matrice jihadista o a disturbi psichiatrici, mentre l’indagine rimane aperta e sotto stretta sorveglianza.
Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di crescente allerta in Europa. Solo il giorno precedente, in Italia, un diciassettenne di origine tunisina era stato arrestato con l’accusa di partecipazione a organizzazione terroristica e di aver manifestato l’intenzione di unirsi a gruppi jihadisti in zone di conflitto, utilizzando i social network per reclutare altri giovani. La radicalizzazione online, che favorisce la creazione di “bolle” di utenti radicalizzati, rappresenta una delle sfide più difficili da contrastare.
Francia e Regno Unito continuano a essere i Paesi europei più colpiti dal terrorismo, radicati nella loro storia coloniale e nel legame con il passato conflitto nordirlandese. La Francia, in particolare, ha subito attacchi devastanti come quello del Bataclan nel 2015, che ha causato 90 vittime, e rimane sotto pressione anche per la crescente minaccia cyber e le azioni di gruppi estremisti. Secondo il rapporto CrowdStrike 2025, la Francia figura tra le cinque nazioni europee più bersagliate da attacchi informatici e fisici legati a gruppi terroristici.
Anche Germania, Italia e Belgio sono in allerta crescente. Bruxelles ha convocato un Consiglio di sicurezza nazionale a causa di avvistamenti di droni sopra aeroporti e basi militari, episodi che, sebbene non necessariamente terroristici, evidenziano le vulnerabilità delle infrastrutture critiche europee. La minaccia si evolve: accanto agli attacchi fisici, si moltiplicano i raid informatici, le campagne di disinformazione e gli attacchi con droni.
Il panorama globale si sta spostando verso l’Africa, che rappresenta ora l’epicentro del terrorismo mondiale. Nel Sahel, gruppi affiliati ad al-Qaeda stanno consolidando il controllo su vasti territori, con un aumento esponenziale delle morti per terrorismo. La confusione tra attori statali e non statali aumenta il rischio di destabilizzazione in una regione già fragile.
L’Unione Europea risponde con un rafforzamento del coordinamento antiterrorismo e un’attenzione crescente ai rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento illecito. Tuttavia, la minaccia di attacchi “lupo solitario”, radicalizzazioni online e nuove modalità di attacco rende difficile la prevenzione.
In conclusione, l’attacco sull’Isola d’Oléron ci ricorda che il terrorismo in Europa non è scomparso, ma si è trasformato, adattandosi a un contesto in rapido cambiamento. La lotta contro questa minaccia richiede un impegno costante, coordinato e innovativo, per proteggere i cittadini e le infrastrutture di un continente sempre più vulnerabile ai rischi di ogni tipo.
Alessandro Bertoldi
