Sanità: fuga dei medici dal Pronto Soccorso, è emergenza nell’Emergenza

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Sanità – In una Carta, che ha raccolto la convergenza di tutte le parti in causa nel settore dell’Emergenza-Urgenza, 13 punti ritenuti “imprescindibili per il cambiamento del Sistema”.

Con l’attenuazione dell’emergenza sanitaria legata al Covid ricomincia la fuga di medici dal pronto soccorso. In molti vogliono diventare medici di famiglia: “Si guadagna molto di più e ci sono meno problemi”. Un fenomeno preoccupante che rischia di essere patito sulla pelle dei cittadini se la politica non deciderà di intervenire al più presto.

L’emorragia era iniziata nel 2019 con numeri da paura misurati nel conto annuale dello Stato: in quell’anno sono usciti dal sistema sanitario pubblico oltre 5mila medici per pensionamento e più di 3mila strutturati per dimissioni volontarie. La rappresentazione emblematica della crisi del sistema dell’emergenza-urgenza.

Con l’emergenza sotto controllo, la fuga da questo settore della medicina è ripartita. Principali motivi: stipendi non gratificanti rispetto a turni massacranti, rischio burnout, possibilità di fare carriera difficile, la possibilità di partecipare a ricerche cliniche nel pubblico nulle, o quasi.

Ma in sofferenza non sono soltanto i medici, ma tutti gli operatori che lavorano in questo campo. E nel pubblico. Qualcosa dovrà cambiare e il primo passo è una Carta che ha raccolto la convergenza di tutte le parti in causa nel settore dell’Emergenza-Urgenza. In 13 punti, ritenuti “imprescindibili per il cambiamento del Sistema”, sono riassunti i passi necessari che la politica deve compiere se non vuole fallire l’obiettivo di avere un unico ed efficiente sistema emergenza, omogeneo su tutto il territorio nazionale.

La Carta di Riva è stata firmata al termine della prima giornata del Congresso Nazionale Emergenza Urgenza che ha visto tutte le realtà dell’emergenza dialogare con i rappresentanti delle istituzioni: in apertura la senatrice Mariastella Gelmini, presidente della comunità del Garda (in collegamento), e l’Assessore Raffaele Donini, Coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Donini ha da subito richiamato l’importanza di un dialogo aperto tra le istituzioni e tutte le realtà del sistema emergenza: “Partiamo dalle criticità notate nella tenuta complessiva, per superarle con un intervento strutturale. La pandemia ha dimostrato che il sistema dell’emergenza è centrale nel servizio sanitario”.

Sul tavolo, insieme ai disegni di legge ad oggi pubblicati, e alle istanze dei protagonisti del sistema, alcuni dati dell’indagine sul sistema 118 Italia realizzata da SIEMS (Società Italiana Emergenza Sanitaria) e SIIET (Società Italiana Infermieri Emergenza Territoriale). Dati, quelli raccolti nelle 110 province del Paese, che la senatrice Anna Maria Parente, Presidente della XXII Commissione permanente Igiene e Sanità, ha definito “inquietanti”.

Ne emerge, infatti, una realtà (dalla composizione delle équipes sui mezzi di soccorso all’applicazione di protocolli per la somministrazione da parte degli infermieri di farmaci salvavita, alla formazione del personale) talmente disomogenea da non poter garantire un sistema sanità omogeneo sul territorio.

La senatrice Paola Boldrini, Vicepresidente della 12a Commissione permanente Igiene e Sanità, ha auspicato una voce univoca, espressione di tutte le professionalità del sistema e il senatore Gaspare Marinello, membro della stessa commissione, ha sottolineato la richiesta d’aiuto che il mondo della politica rivolge ai professionisti e volontari del settore.

E così è stato, con la Carta di Riva: “Tutte le parti in causa si sono espresse in maniera chiara e univoca sui temi contenuti in questa Carta – afferma Andrea Andreucci, Infermiere, Presidente del Congresso – che mira ad una riforma sostanziale del sistema, in tutte le sue parti. Per la prima volta, in pieno accordo il mondo del professionismo e quello del volontariato, unitamente ai sindacati, sono riusciti a trovare una convergenza di visione che auspichiamo sarà raccolta dai decisori politici, che oggi ci hanno espresso la loro disponibilità e la necessità di un confronto”.

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