Omicron, parla Tarro: “La pandemia è finita, ormai è normale influenza”

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Omicron – Divampa in Italia la variante Omicron, che ha fatto risalire i contagi e portato l’Italia a colorarsi nuovamente, mentre il governo ha introdotto misure ancora più restrittive per i non vaccinati che in pratica vedranno ridotti al minimo i loro già risicati spazi di libertà. Omicron però si presenta molto meno aggressiva delle altre forme di covid che abbiamo finora conosciuto. Merito dei vaccini secondo gli esperti, o una parte di questi, mentre per altri è invece la prova che il virus si sta indebolendo. Ne abbiamo parlato con il medico Giulio Tarro, allievo di Albert Sabin, inventore del vaccino contro la poliomielite, e proclamato miglior virologo dell’anno nel 2018 dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo.

Cosa sta accadendo davvero con la variante Omicron?

“Continua l’opera di mistificazione della realtà. Sono i numeri che ce lo dimostrano. Il 21 dicembre facendo una proporzione fra numero di tamponi e soggetti positivi abbiamo riscontrato un tasso di positività del 3,5% con 30mila nuovi casi. Il 21 dicembre dell’anno precedente la stessa proporzione era del 12%. Quindi l’emergenza non c’è, mi pare ovvio. C’è una notevole riduzione del tasso di positività rispetto ad un anno fa, e in più la variante che sta circolando oggi è la stessa che circolava in Africa quando da noi era estate, senza conseguenze gravi. Sono stati gli stessi africani a smentire gli allarmismi occidentali, dicendo che si stava esagerando nel dipingere la variante sud africana come devastante”.

Anche lei pensa che dovremmo trattare Omicron quasi come una normale influenza?

“Esattamente, non ci troviamo più di fronte ad una pandemia, bensì ad una classica endemia. La scorsa primavera è stato pubblicato sulla rivista Science, che rappresenta l’organo ufficiale dell’American Association for the Advancement of Science, uno studio in cui si spiega chiaramente come si stia gradualmente passando dalla fase pandemica a quella endemica. Quindi ci troviamo di fronte ad un’influenza tipica della stagione invernale, identica a tante altre che abbiamo conosciuto in passato. L’unica differenza sta nel fatto che non si tratta di un virus influenzale ma del covid, ma questo non giustifica il terrore mediatico che si sta diffondendo in questi giorni. Per altro è ormai assodato che per certi tipi di influenze da covid basta ricorrere alle terapie antivirali per via orale. Nel Regno Unito è già stato approvato da oltre un mese il farmaco della Merck chiamato Molnupiravir, mentre in Italia già da marzo è in uso il Remdesivir.”

Come risponde a chi sostiene che Omicron non è aggressiva perché la stragrande maggioranza degli italiani è vaccinata?

“Che non è vero e lo dimostra il fatto che tanti vaccinati sono positivi. Ad essere contagiati sono soprattutto quelli che si sono inoculati i vaccini ad mRNA messaggero che hanno un’incubazione genetica che permette la produzione del virus e rende i soggetti contagiosi e contagianti pur avendo gli anticorpi. Del resto ho sempre sostenuto, contro i cosiddetti esperti, che fossero molto più sicuri da questo punto di vista i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson che sono a vettore virale, e oggi ne abbiamo la prova, visto che a differenza degli altri non devono produrre il virus per far scattare la reazione immunitaria. Ho anche detto che non era opportuno somministrare questo tipo di vaccini in via emergenziale visti i tempi molto ridotti di sperimentazione che in genere vanno dai due ai tre anni, con il risultato di ritrovarci effettivamente a fare da cavie. I vaccini ad mRNA messaggero hanno il vantaggio di poter essere facilmente rimodulati sulle varianti, ma capisce bene che si tratta del classico cane che si morde la coda”.

E’ d’accordo invece con chi sostiene che la bassa aggressività di Omicron è invece la prova che il covid è alle battute finali, si sta indebolendo sistematicamente?

“E’ evidente, e lo sostengono tutte le persone di buon senso che si occupano di scienza senza seguire l’ideologia del terrore. Il problema è che poi andiamo dietro ai pochi che invece sostengono tesi che non stanno in piedi e che vengono ritenuti più bravi degli altri soltanto perchè sono invitati tutti i giorni nei salotti televisivi o vengono intervistati dai giornaloni. Basti vedere quello che costoro sono stati capaci di fare; hanno convinto persino i genitori a vaccinare i bambini contro ogni logica, sia scientifica che di buon senso, e contro gli stessi bugiardini. Con i pediatri che, dopo averci ripetuto per mesi che il vaccino ai più piccoli causava più danni che benefici, oggi si sono improvvisamente convertiti sulla strada del terrorismo sanitario, quando sappiamo tutti che i bambini non corrono alcun rischio con la malattia”.

Lospecialegiornale

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