Quali sono gli esiti della sua ultima missione umanitaria ?
Avevamo organizzato la 65esima missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo, poi lo scoppio dell’ epidemia Ebola e la sua rapida diffusione ha scombussolato i nostri piani e, quindi, ritrovarci costretti a modificare la destinazione recandoci in Burundi, dove già da diversi anni, abbiamo avviato interventi umanitari a favore della popolazione vulnerabile. A più riprese, abbiamo consegnato grandi quantità di alimenti e medicinali al Centro Medicale di Kaburantwa dove sono ricoverati bambini malnutriti e colpiti da altre malattie come la malaria, la meningite, il colera.Nella provincia di Cibitoke abbiamo consegnato i fondi in una scuola primaria che ospita più di 600 bambini. Altri interventi hanno riguardato l’ orfanotrofio di Mabayi e diverse famiglie povere nella periferia di Bujumbura.
A suo avviso, quanto è evidente l’ indifferenza nei confronti dei poveri ?
Il “reato di indifferenza” era già stato condannato da Dante che accusava una parte della società incivile dell’epoca: gli ignavi. Si riferiva a coloro che non si preoccupano affatto di ciò che gli accadesse attorno. Rimanere immobili non è un nulla, ma è un qualcosa. È appunto un rimanere fermi, disinteressati. L’ indifferenza non è pigrizia, è una precisa scelta consapevole. Rimanere indifferenti significa non cercare il confronto, non cercare la relazione che leghi la propria persona a tutto il resto che la circonda. L’ indifferenza è il “virus del distacco”. È innegabile, però, che ci sono numerose persone generose e sensibili che non deviano lo sguardo da un’ altra parte, restando fermamente ancorate ai valori della solidarietà.
Quali sono gli insegnamenti che si possono trarre da una missione ?
Credo che possano variare a seconda di ciascuno. Per quanto mi riguarda ho imparato che viviamo in un mondo infelice dove il 20% degli abitanti vive nell’ abbondanza, mentre il restante 80% è costretto a vivere in condizioni di povertà. Ho imparato quanto sia elevato il livello inerente il rifiuto dei valori universali. Ho imparato a comprendere quanto sia importante vivere intensamente ogni attimo della nostra esistenza, dare eternità ad ogni momento. Ho imparato a considerare l’ immensità racchiusa in un sorriso di un bambino. Ho imparato che ciò che avviene non è mai casuale. È causale. Ho imparato che in caso ci trovassimo di fronte a due che litigano, bisognerebbe armarsi di ago per cucire e non di armi.
A quando la prossima missione ?
Presto. Molto presto. Giusto il tempo per recuperare un po’ di forze, raccogliere altri fondi per i poveri e ripartire.

Adriana Cantiani
