La jihadista Inès Madani è stata condannata in appello a trent’anni di reclusione, di cui due terzi in rigide condizioni di sicurezza, per il tentativo di attentato alle bombole del gas vicino a Notre-Dame, nel settembre 2016. I giudici hanno sostanzialmente confermato la sentenza inflitta in primo grado alla giovane donna di 24 anni, ma hanno aggiunto il periodo di sicurezza, secondo le richieste dell’avvocato generale. Sotto il soprannome di Abou Souleyman, Inès Madani sarebbe stata a capo del “gruppo jihadista di Châteauroux”, i “Soldati di Allah”, che erano stati oggetto di un’indagine nel 2015. L’attentato fu sventato solo grazie alla cattiva qualità del carburante che non si infiammò, scongiurando così un’ennesima strage nel cuore di Parigi.
Terrorismo, trent’anni di carcere per Inès Madani

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