Russia: i Su-35S arrivano in Bielorussia, i Su-30M2 e i Su-27SM3 si addestrano al combattimento aereo nel distretto militare meridionale e la Rostec consegna i primi caccia Su-30SM2 modernizzati

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La tensione in Europa, tra NATO/USA e Russia, continua a crescere con Mosca che continua ad addestrare le sue forze aeree nei distretti militari occidentale e meridionale i più vicini ai confini con l’Ucraina. In questi ultimi giorni si sono intensificate le esercitazioni di velivoli da combattimento russi di vari modelli, alcuni dei quali sono stati rischierati anche in Bielorussia nell’ambito di un’esercitazione congiunta per verificare la prontezza operativa delle forze di reazione dello Stato dell’Unione.

In particolare alcuni velivoli Su-35S Flanker-E, provenienti da reparti aerei del distretto militare orientale, sono arrivati in Bielorussia per rafforzare la protezione dei confini delle due nazioni. Questo primo rischieramento, come avevano già scritto un paio di giorni fa, rientra nella più grande esercitazione Allied Resolve 2022. Il test delle forze di reazione dello Stato dell’Unione si svolgerà in due fasi.

Il Su-35S con i Su.37 e i Su-30 fa parte della famiglia di velivoli da combattimento Flanker che costituisce la linea da combattimento principale dell’aviazione militare russa. A questi si devono aggiungere diversi Su-33 dell’aviazione navale russa imbarcati su portaerei. Sostanzialmente il Su-35S è un caccia di alto livello di 4.5 generazione con eccellenti caratteristiche di agilità e carico utile grazie ai suoi potenti motori, ma manca di radar di tipo AESA, più potente e più resistente ai disturbi.

Contemporaneamente, a Krasnodar, i piloti militari del distretto militare meridionale di stanza presso l’aeroporto di Krymsk, con il 3rd Composite Aviation Regiment, si sono esercitati al combattimento aereo simulato con duelli aerei e diversi profili di missione. Gli equipaggi dei caccia multiruolo Su-30M2 e Su-27SM3 hanno affinato le loro abilità nell’esecuzione di elementi di combattimento aereo manovrabile a corto raggio offensivo e difensivo per espandere e migliorare le capacità di combattimento aereo e consentire ai piloti di utilizzare efficacemente le armi degli aerei per ottenere la supremazia aerea.

I caccia Su-30SM Flanker-C, entrati in servizio con le forze aerospaziali e con l’aviazione della Marina russa, si sono dimostrati eccellenti nel corso delle operazioni delle forze armate russe, soprattutto in Siria dove l’utilizzo del velivolo ha portato ad una serie di miglioramenti da apportare a questa versione e che hanno dato vita alla nuova versione aggiornata Su-30SM2 le cui consegne proprio in questi giorni.

La United Aircraft Corporation della State Corporation Rostec ha iniziato le consegne di caccia Su-30SM2 modernizzati alle forze armate russe, in particolare per l’aviazione navale della Marina militare russa. Il caccia Su-30SM2 modernizzato ha ricevuto maggiori capacità di combattimento e ha mantenuto i principali vantaggi del velivolo Su-30SM: super manovrabilità, autonomia a lungo raggio, radar AESA, equipaggio formato da due piloti, che garantisce le simultanee capacità di combattimento aria-aria e aria-terra ma si distinguono per le maggiori capacità di combattimento. In particolare il Su-30SM2 Flanker-H, sempre di 4.5 generazione, è un caccia da attacco biposto simile nel concetto all’americano F-15E Strike Eagle.

Non è facile tenere il conto di quali e quanti siano i velivoli in dotazione alle forze armate russe. Comunque da quello che ci risulta l’aeronautica militare russa dovrebbe avere in servizio 350 velivoli Flanker Su-27/30/35 mentre la marina militare dovrebbe avere 32 Su-27/30 in servizio più 27 in ordine mentre l’Ucraina avrebbe in servizio 26 velivoli Su-27 e 43 Mig-29 Fulcrum a difesa dello spazio aereo di Kiev.

Tornado alle tensioni con l’occidente, come sappiamo, il Cremlino ha spostato migliaia di soldati verso il confine con l’Ucraina, mentre chiede a Washington di garantire che l’Ucraina non aderirà alla NATO, che l’alleanza si asterrà da alcune attività militari all’interno ed intorno al territorio ucraino e che dovranno essere ritirate anche le truppe occidentali da Romania e Bulgaria per tornare alla situazione geopolitica del 1996.

Se e quando i russi attraverseranno il confine, potrebbe spettare solamente alle difese aeree dell’Ucraina fronteggiare gli aerei da guerra di Mosca. Mentre l’Ucraina non ha familiarità con gran parte delle armi post-sovietiche della Russia, la familiarità russa con quasi tutte le armi nell’inventario ucraino probabilmente fornirà vantaggi significativi nelle missioni di attacco convenzionale ed elettronico dei russi e renderà di gran lunga la soppressione della difesa aerea ucraina molto più semplice anche perché la rete di difesa aerea dell’Ucraina non dispone di sistemi a lungo raggio e il paese fa affidamento sui sistemi a medio raggio S-300P/PS/PT degli anni ’80 (fino a 75/90 km di portata), anche se una parte di questi è stata  venduta agli Stati Uniti a scopo di test e non è stata sostituita, così come sul sistema BuK-M1 anch’esso dell’era sovietica.

Anche le capacità ucraine di lanciare un attacco di rappresaglia su obiettivi russi sono molto limitate. Le capacità di attacco dell’Ucraina erano le più formidabili in Europa nei primi anni ’90 dello scorso secolo con un grande arsenale di bombardieri strategici Tu-22M, bombardieri nucleari intercontinentali Tu-160 e vari missili balistici. Questi furono tutti abbandonati, tuttavia, sotto la notevole pressione occidentale, durante gli anni ’90.

I bombardieri ucraini, tra i più avanzati al mondo, sono stati demoliti in cambio dell’assistenza economica occidentale. Così, mentre la Russia sarà in grado di fare affidamento su risorse come il missile Kalibr lanciato dai sottomarini, i missili da crociera Kh-101 dei bombardieri o i missili Kh-65SE schierati dai suoi caccia bombardieri Su-34 per lanciare attacchi di precisione a distanza contro le difese aerea dell’Ucraina, le capacità di rappresaglia di quest’ultima rimangono molto più limitate.

Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla CNN, il Dipartimento di Stato americano avrebbe detto al Congresso di aver approvato licenze di esportazione per Estonia, Lettonia e Lituania, che consentiranno ai paesi di trasferire armi di origine statunitense in Ucraina. Le approvazioni, avvenute nei giorni scorsi, sono un segnale che gli Stati Uniti stanno cercando di complicare la vita al presidente russo Vladimir Putin se andrà avanti con l’invasione.

Le armi includono sistemi d’arma antiaerei americani molto ricercati da Lettonia e Lituania che aiuterebbero l’Ucraina a respingere gli aerei russi che come detto aprirebbero la strada nelle prime fasi dell’invasione russa. L’Estonia ha ottenuto l’approvazione per il trasferimento dei sistemi di missili guidati anticarro Javelin, che gli Stati Uniti avevano già fornito all’Ucraina in passato, e il Regno Unito ha fornito circa mille armi anticarro di tipo NLAW.

Tuttavia non è ancora chiaro quando le armi americane arriveranno in Ucraina poiché sarebbe a discrezione dei paesi a cui è stata data l’approvazione. Inoltre l’amministrazione Biden starebbe anche lavorando per trasferire cinque elicotteri di fabbricazione russa sotto il controllo ucraino. Una notifica è stata inviata al Congresso per gli elicotteri Mi-17 Hip, che sarebbero già in Ucraina, dal mese di agosto 2021, per manutenzione dopo essere stati ritirati dall’Afghanistan. Altri elicotteri ex-afghani potrebbero essere trasferiti in Ucraina, tuttavia, dato il numero esiguo di macchine, queste non potranno mai avere un impatto significativo per affrontare le forze russe sia in termini di dimensioni che di capacità degli equipaggiamenti.

Anche escludendo le questioni riguardanti il ​​morale e la prontezza al combattimento, la capacità dell’Ucraina di mantenere una difesa contro una campagna aerea russa è altamente limitata a causa dell’enorme discrepanza tecnologica tra i due paesi, con le forze aeree russe che hanno in gran parte eliminato le attrezzature dell’era sovietica con l’Ucraina ha visto, invece, le sue forze contrarsi bruscamente senza modernizzarsi in modo significativo. Riuscirà Mosca, in questo contesto, ad eliminare le difese aeree di Kiev nelle prime 24 ore di battaglia?

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