Virus mania: come l’industria medica inventa epidemie per fare profitti

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vaccino slovacchia

Virus mania: come l’industria medica inventa epidemie per fare profitti – “La popolazione è terrorizzata dai report del cosiddetto Covid-19 ma gli autori di Virus Mania mostrano come la paura creata da allarmismo sia infondata”

“Il primario intento della ricerca clinica finanziata commercialmente è di massimizzare il ritorno finanziario sull’investimento. Non la salute”. Così  John Abramson, Harvard Medical School.

Uno dei tanti nomi di studiosi, medici, scienziati, premi Nobel, accompagnati da circa 1.400 ricerche scientifiche all’interno del libro Virus Mania. Che ha un carico pesante nel suo messaggio: ci dicono la verità? Chi è incaricato di proteggere la nostra salute sta svolgendo il proprio compito o ha deviato?  L’accusa degli autori, il giornalista investigativo Torsten Engelbrecht e il medico Claus Köhlnlein, è molto forte: “le case farmaceutiche e gli scienziati di punta rastrellano enormi somme di denaro puntando sui germi e i media alzano la loro audience riferendo la cosa in modo sensazionalistico (sono analizzate le coperture del New York Times e dello Spiegel)”.

Il libro analizza le epidemie degli ultimi anni, da un lato e dall’altro mette sotto il microscopio esperimenti, test clinici, statistiche e politiche di governo, arrivando a una conclusione che risulta come una doccia fredda. Parte dall’ultimo grande allarme del papilloma virus, accusato di causare il cancro della cervice uterina per arrivare a aviaria, SARS, ebola, epatite C, HIV, comprendendo ovviamente il Sars Cov 2 e dimostrando che la fobia virale non è giustificata perché “l’esistenza, la patogenicità e gli effetti mortali di questi agenti non sono mai stati provati”.

L’accusa di Virus Mania: a uccidere le persone non sono patogeni mai isolati

“La popolazione  è terrorizzata dai report del cosiddetto Covid 19, della suina, della SARS, della BSE, dell’AIDS o della polio del morbillo. Ma gli autori di Virus Mania mostrano come la paura creata da allarmismo sia infondata  e come il caos creato dal virus ignori i basilari principi scientifici: l’esistenza, la patogenicità e gli effetti mortali non sono mai stati provati”.  Così Gordon Thallon Stewart, professore di salute pubblica e laureato in medicina tropicale e igiene all’università di Liverpool.

Già, ma di cosa muoiono le persone? La vera doccia fredda è la risposta. Gli autori, coadiuvati da ricerche di premi Nobel come Barbara McClintock, Walter Gilbert, Sir Frank Macfarlane Burnet, Kary Mullis, così come da migliaia di lavori scientifici, lo dicono chiaro: “i presunti agenti contagiosi sono prodotti dalle cellule stesse come conseguenza di fattori di stress quali farmaci, metalli pesanti, pesticidi, inquinamento, cattiva alimentazione. Lo scopo di questo libro è riportare il dibattito su un livello scientifico e riportare la medicina a una analisi imparziale dei fatti”.

Sul banco d’accusa la PCR (tampone). Intanto che l’ECDC definisce la sua invalidità oltre i 24 cicli.

Affaritaliani

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