La gestione dei flussi migratori rappresenta una responsabilità condivisa tra Paesi di origine, transito e destinazione e nessuno Stato può essere chiamato ad affrontare da solo una sfida di natura transnazionale. È quanto afferma una fonte governativa marocchina in tre dichiarazioni diffuse oggi, nelle quali viene ribadito che la cooperazione internazionale rappresenta l’unica risposta efficace alle nuove dinamiche migratorie.
Secondo la fonte governativa marocchina, il Regno del Marocco ha sempre assunto pienamente le proprie responsabilità nella gestione della migrazione irregolare, investendo ingenti risorse umane, logistiche e finanziarie per il controllo dei flussi migratori e per il contrasto alle reti criminali dedite al traffico di esseri umani. Un impegno che, sottolinea la fonte, ha contribuito in modo determinante alla sicurezza comune del Mediterraneo occidentale e dell’Europa.
La fonte governativa marocchina ricorda i risultati ottenuti dal Marocco negli ultimi anni. Circa 160.000 tentativi di migrazione irregolare sono stati sventati negli ultimi due anni, di cui 79.000 nel 2024 e 74.000 nel 2025. Nello stesso periodo sono state smantellate 632 reti criminali specializzate nel traffico di esseri umani e sono state effettuate oltre 32.000 operazioni di soccorso in mare. Negli ultimi cinque anni, prosegue la fonte, le autorità marocchine hanno impedito più di 360.000 partenze irregolari, grazie a un imponente dispiegamento di mezzi umani, tecnologici e finanziari. La fonte governativa marocchina sottolinea inoltre che la cooperazione con la Spagna rappresenta uno dei principali fattori che hanno consentito di mantenere la rotta migratoria del Mediterraneo occidentale sotto controllo.
La fonte governativa marocchina evidenzia inoltre che il rientro in Marocco di tutte le persone che avevano attraversato il posto di passaggio di Ceuta costituisce un’ulteriore dimostrazione dell’eccellente livello di cooperazione tra Rabat e Madrid. Tale operazione, realizzata in pieno coordinamento con le autorità spagnole, conferma, secondo la fonte, l’efficacia dei meccanismi bilaterali di collaborazione e la capacità dei due Paesi di gestire con rapidità e responsabilità situazioni eccezionali. Per la fonte governativa marocchina, questo episodio dimostra che la fiducia reciproca e il coordinamento operativo rappresentano la chiave per affrontare con successo le sfide migratorie comuni, ben al di là delle polemiche politiche contingenti.
La fonte governativa marocchina evidenzia inoltre come il modello di gestione migratoria attualmente in vigore mostri ormai limiti evidenti di fronte ai profondi cambiamenti registrati negli ultimi anni. L’evoluzione delle rotte migratorie, la crescente instabilità in diverse aree del continente africano, il ruolo sempre più strutturato delle organizzazioni criminali transnazionali e l’intensificarsi delle campagne di disinformazione sui social media impongono, secondo la fonte, un ripensamento complessivo degli strumenti di cooperazione.
Secondo la fonte governativa marocchina, è necessario sviluppare un nuovo modello fondato su una reale corresponsabilità tra tutti gli attori coinvolti, evitando approcci unilaterali che rischiano di compromettere gli sforzi finora compiuti. La politica migratoria, prosegue la fonte, deve basarsi sul partenariato, sulla fiducia reciproca e sul rispetto degli impegni assunti da ciascun partner.
La fonte governativa marocchina richiama inoltre una recente decisione della magistratura spagnola, osservando che «non è possibile smantellare il dispositivo di lotta contro l’immigrazione clandestina e chiedere al Marocco di assumerne le conseguenze». Una simile impostazione, viene sottolineato, rischierebbe di indebolire i meccanismi di cooperazione operativa costruiti negli anni tra Rabat e Madrid nella lotta contro le reti di traffico di migranti.
La fonte governativa marocchina contiene anche un riferimento a quelle che definisce «dichiarazioni elettoralistiche», ritenendo che la questione migratoria non possa essere utilizzata come strumento di politica interna. Secondo la fonte, alimentare polemiche o adottare decisioni dettate da logiche di consenso rischia di compromettere una cooperazione che negli anni ha prodotto risultati concreti a beneficio della sicurezza di entrambe le sponde del Mediterraneo. La fonte governativa marocchina invita pertanto a preservare lo spirito di fiducia e di partenariato che ha sempre caratterizzato la collaborazione con la Spagna e con l’Unione europea.
Secondo la fonte governativa marocchina, la sicurezza costituisce un interesse condiviso e richiede il mantenimento di strumenti operativi efficaci e di un coordinamento costante tra i Paesi interessati. La cooperazione nel settore migratorio, prosegue la fonte, non può essere concepita come un trasferimento unilaterale di responsabilità verso il Marocco, ma deve rimanere un partenariato equilibrato nel quale ciascuno assuma la propria parte di responsabilità.
La fonte governativa marocchina ribadisce infine che il Regno continuerà ad adempiere ai propri obblighi con lo stesso senso di responsabilità che ha sempre caratterizzato la sua azione, confermando il proprio impegno per una gestione umana, solidale e sicura della migrazione, nel pieno rispetto dei diritti umani e degli obblighi internazionali. La fonte rinnova al tempo stesso l’invito ai partner europei ad adeguare il quadro della cooperazione alle nuove realtà migratorie, privilegiando un approccio globale, sostenibile e fondato sulla responsabilità condivisa.
Alessandro Bertoldi
