Prevenzione, etica e buone pratiche: la Politica ha bisogno di voi

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Kabul in mano ai talebani. Cos’altro. Social e media non fanno altro che diffondere ipotesi (tristemente veritiere) della futura regressione del ruolo della donna afghana sotto il nuovo governo talebano. Il mondo social trasuda comprensione, pena e solidarietà.  Manca poco e cominceranno anche le foto col solito abusatissimo “je suis…”. Le dinamiche social sono queste e nulla le potrà fermare. Con buona pace di Erasmo da Rotterdam, e di tutti quelli che ne hanno condiviso il pensiero, è obbligatorio chiedersi se il concetto di prevenzione migliore della cura sia talmente fuori tempo che i governanti del mondo abbiano scartato qualsiasi ipotesi d’azione in merito. Ora, cum victa Carthago, ristabilire equilibri e condizioni di vita accettabili, prego.

Testo di geografia per la scuola media inferiore: “Il territorio dell’Afghanistan è prevalentemente montuoso. Più del 50% della nazione si trova ad un’altitudine superiore ai 2000 metri”. I numerosi chilometri quadrati d’estensione dell’ Aspromonte, dove si sono nascosti,  introvabili per anni, rapitori e ‘ndranghetisti d’ogni calibro, a confronto dell’estensione montuosa dell’Afghanistan, dei suoi anfratti e delle sue grotte, sono la bazzecola tanto cara ai fiorentini. I mali si prevengono. La politica questo dovrebbe fare. Dovrebbe. Avrebbe dovuto, condizionale passato. Non è successo. Tutti gli esperti di geopolitica e i ministri degli esteri avrebbero potuto e dovuto prevedere un evoluzione così tragica della politica afghana. Cosa non abbia funzionato, indovinala grillo.

L’immagine degli USA come nazione che plasma il mondo al valore dei diritti civili, all’emancipazione femminile, alla tolleranza religiosa, già opacizzata da un po’, subisce ora un altro durissimo colpo. Aver lasciato un popolo alla mercé di uno spietato nemico, specie quando tanti afghani avevano creduto e lavorato per realizzare una migliore condizione di vita, non merita il “premio strategia del secolo”. La velocità con la quale gli Stati Uniti hanno concluso il proprio ritiro da quelle terre ha, probabilmente, giocato a favore dei talebani che hanno approfittato dell’opportunità d’azione creatasi. Mica scemi, loro. E dopo venti anni durissimi, di piccole conquiste civili costate anche tante vite, un lancio di dadi e si torna tutti alla casella di VIA.

La sola Italia non avrebbe potuto interferire significativamente nella gestione degli avvenimenti in così rapido sviluppo. È politica estera su scacchiera mondiale, cari. Però.  La foto di un Ministro, e guarda un po’ proprio degli Affari Esteri, che, mentre una parte del mondo, nella quale il suo Paese ha impegnato forze umane ed economiche, si gode la sua estatealmarestilebaneare, è un immagine forte. Viviamo attaccati al piccolo ordigno con tastiera di giorno e la sua lucina rossa lampeggia, anche la notte, con l’ardore di una lampada votiva. La Puglia è una regione dotata di banda larga connessa all’ultra larga. Sillogismo chiuso: le notizie, anche le più insignificanti, arrivano anche in Puglia. Poca etica, nessuna eleganza nell’immagine di un governante, con incarico specifico, intento, in questo storico frangente, a coltivare l’abbronzatura. L’antico Luigi XV, dalla sua nuvoletta extraterrena, rivendica i diritti d’autore sul suo abusato apres moi le deluge.

Una scuola di politica serve anche a questo. La formazione di un incaricato di governo non ammette nessuna lacuna. Una seria formazione politica prevede non solo la preparazione tecnica ma anche la conoscenza e la buona pratica dell’etica e della comunicazione. La preparazione fa parte del corredo di ogni politico. Se la bicicletta piace, che si pedali.

Di Fabiana Gardini

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